Dubai, arriva un nuovo gioiello per il suo skyline

La città del futuro si prepara ad accogliere un grattacielo completamente innovativo e a sconvolgere il mondo dell’architettura

Immaginate per un attimo di trovarvi nel bel mezzo del deserto degli Emirati Arabi. Proprio in quel deserto dove oggi sorge la metropoli del Golfo Persico: Dubai. Immaginate ora di svegliarvi dopo una notte di festa passata in alcuni degli hotel più lussuosi al mondo e di fare colazione godendovi lo spettacolo del sole che sorge sul mare. E ora immaginate di tornare a casa la sera, dopo una giornata di shopping e di spiaggia, per gustarvi il tramonto dalla stessa finestra da cui guardavate qualche ora prima l’alba. Può sembrare una scena surreale, di quelle che si vedono solo nei film, ma nella città degli sceicchi arabi la parola impossibile sembra non esistere ancora.

Ecco allora che Dubai si prepara ad accogliere l’ennesima meraviglia per il suo skyline. Si chiamerà Da Vinci Tower e questa volta l’idea arriva da un team tutto italiano. Il progetto nasce infatti a Firenze, pensato dal genio David Fisher (nato a Tel Aviv ma oggi cittadino italiano) e dalla sua squadra Dynamic Architecture Group. Oggi ormai settantenne, Fisher vanta una carriera pluridecennale che l’ha visto impegnato anche come insegnante presso l’Università di Firenze. Uno dei suoi progetti più famosi è il Leonardo Da Vinci Smart Bathroom, per l’installazione di bagni prefabbricati e altamente tecnologici in hotel e appartamenti di lusso. Un vero e proprio amore per il genio del rinascimento, che Fisher definisce “il più grande made in Italy della storia”.

Dubai oggi conta decine e decine di edifici spettacolari, tra cui anche il celebre Burj Khalifa, che con i suoi 828 metri di altezza al momento rappresenta il grattacielo più alto al mondo. Cosa avrà di particolare la nuova torre made in Italy? Il progetto del grattacielo prevede un’altezza di 420 metri per ottanta piani, in cui saranno costruiti duecento appartamenti e uffici, cinque ville di 1500 metri quadrati e un hotel a 6 stelle. Nulla di eccezionale per gli standard a cui ci ha abituati la città dalle mille sorprese, se non fosse per la natura dinamica e mutevole di questo nuovo gioiello architettonico. Ogni piano potrà infatti ruotare singolarmente di 360° attorno a un’asse centrale, grazie al lavoro di otto turbine eoliche. Oltre a queste saranno posizionati anche pannelli solari sul tetto di ogni piano dell’edificio: il tutto andrà a costituire una vera e propria centrale di energia verde, in grado di alimentarsi autonomamente e di produrre abbastanza energia da illuminare altri cinque palazzi delle stesse dimensioni, per un ricavato totale di circa sette milioni di dollari annui.

Come se non bastasse, la Torre Da Vinci sarà il primo grattacielo al mondo prefabbricato: la quasi totalità dell’edificio sarà costruita in fabbrica come una serie di moduli indipendenti che verranno poi assemblati alla struttura centrale. Costi minori e tempistiche di lavoro ridotte. La parte ingegneristica è stata affidata a Leslie Robertson, progettista della struttura delle Torri Gemelle di New York e del Shanghai World Financial Center.

E così, mentre la metropoli del deserto si prepara ad accogliere la Rotating Tower, così definita per la sua natura dinamica, Fisher dichiara che la torre è stata “forgiata dalla vita e progettata dal tempo”: un progetto così poteva nascere solo in questa città del futuro. Si parla inoltre dell’idea di costruire un altro grattacielo dinamico a Mosca, e successivamente anche a New York.

Recentemente la Dynamic Architecture ha annunciato che la Torre Da Vinci sarà pronta nel 2020, ma è già diventata un simbolo di sostenibilità ambientale. Che sia questo l’inizio di una nuova era dell’architettura?

Cecilia Trezza

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