La settimana della moda di Parigi tra tulle e animalier

La poliedricità della “Ville en rose”, tra abiti da favola, eventi hi-tech e celebrazione della diversità in passerella

Si è conclusa anche quest’anno la Paris Fashion Week, un’occasione imperdibile che molti brand colgono per dare sfoggio alle loro straordinarie creazioni. Mentre le altre capitali della moda hanno scelto di rivolgere la loro attenzione ciascuna ad una tematica particolare, NY all’attivismo politico, Londra alla diversità e Milano alla celebrazione della femminilità, Parigi ha mostrato un’inclinazione più poliedrica. In passerella hanno dominato sia l’eclettismo di Céline e Louis Vuitton che lo stile retrò di Miu Miu e la raffinatezza di Chanel: un chiaro messaggio degli stilisti di non volersi limitare ad un solo punto di vista, bensì all’esplorazione di tutte le possibilità a loro disposizione. Sono state diverse le collezioni che hanno rappresentato la poliedricità di Parigi, dallo stile sensuale e rock di Saint Laurent ai tailleur dal taglio maschile di Dries Van Noten, un teatro a cielo aperto dove la moda si racconta non solo sulle passerelle ma come raison d’être.

Le tendenze emerse dalla Fashion Week enfatizzano capi e stili molto diversi tra loro, che si lasciano ispirare dal vintage anni ’50 e allo stesso tempo da mood decisi e selvaggi. Stampe animalier e cuissard sono il must have della donna che non rinuncia all’ostentazione di una femminilità prorompente, proposta dalla collezione di Giambattista Valli, che con stampe animal, borchie e cuissard, offre un’immagine di una donna decisa, ma addolcita da leggiadria e delicatezza ricorrendo a frutti estivi come ciliegie e fragole e capi in organza e chiffon. Uno degli elementi che maggiormente ha caratterizzato la settimana della moda parigina, insieme al cappotto proposto da Hermès realizzato in montone, è stata la strabiliante varietà di stivali che ha sfilato in passerella: dagli scintillanti riding boots proposti da Chanel, ai combat boots di Valentino, fino agli stivali in pelle dalla punta squadrata dello show di Louis Vuitton. Altro protagonista di questa stagione, come nelle precedenti Fashion Weeks, è il knitwear, indossato in ogni occasione e realizzato attraverso soluzioni innovative, come propone lo stilista irlandese Jonathan Anderson nella sua collezione per Loewe, dove ridà nuova vita a questo tessuto, trasformandolo in vestiti da cocktail realizzati per metà in seta e per metà in maglia. Le borse autunno/inverno puntano a originalità ed eleganza: dalle borse a tracolla ai bauletti, le keywords sono innovazione e decorazione, come emerge dalle sfilate di Paule Ka, che propone clutch laminate color oro e pochette con applicazioni gioiello, e Lanvin, con preziose micro bags e tracolle a catena. Non mancano ovviamente le scarpe della nuova collezione: Louis Vuitton, Saint Laurent, Chanel e Chloé hanno presentato creazioni uniche coordinate con i look in passerella, dagli stivali classici a sandali gioiello fino a scarpe basse altrettanto chic.

Durante la settimana della moda di Parigi ci sono stati diversi momenti di punta rappresentati da alcune presentazioni originali e da fashion show spettacolari. Chanel ha lanciato un finto razzo lungo 35 metri al Grand Palais, che ha raggiunto i 10 metri di altezza, richiamando l’idea dei viaggi nello spazio, del futuro, del coraggio e del superamento dei limiti umani, ricordando al mondo che nessun brand può competere per ingegno creativo. Il tema extraterrestre non è stato esplorato soltanto da Chanel, ma anche da altri stilisti: da segnalare la presentazione di Balenciaga e Oliver Theyskens delle nuove proposte per gli occhiali da sole, ma le vibrazioni spaziali non sono mancate anche nei cappotti che hanno sfilato sulla passerella di Paco Rabanne, volutamente ispirati a soffici satelliti colorati. Riguardo Balenciaga, la Paris Fashion Week ha visto svolgersi al suo interno anche una mostra del brand al Musée Bourdelle, dove sono state raggruppate alcune delle più belle creazioni in nero di Cristobal Balenciaga. L’evento parigino si è inoltre concluso con un’anteprima della mostra che sarà presto visibile al Metropolitan Museum of Art, intitolata “Rei Kawakubo/Comme des Garçons: Art of the In-Between”, nella quale sono presentate diverse creazioni in rosso di Kawakubo. Uno dei momenti che non è stato possibile trascurare è stato senza dubbio lo sfogo di James Scully, famoso direttore di casting, riguardo il maltrattamento delle modelle durante le sfilate. La sua testimonianza ha scatenato a Parigi un dibattito riguardante non solo i presunti danni procurati alle modelle stesse ma anche l’importanza della diversità nel mondo della moda. Per questa ragione nelle sfilate di Isabel Marant, Vivienne Westwood e Miu Miu, gli stilisti hanno fatto esibire modelle di tutte le etnie e di tutte le età; in particolare, per celebrare la sua centesima collezione, il designer belga Dries Van Noten ha fatto sfilare sulla sua passerella tutte le modelle che sono apparse nei suoi show nel corso degli anni.

Una nota particolare va dedicata alle due Maison che hanno maggiormente catalizzato l’attenzione: Balmain e Dior. Olivier Rousteing, fashion designer di Balmain, non ha deluso le aspettative: i look proposti sono forti, decisivi e primitivi, caratterizzati da abiti effetto fiammato, manti di tigri e zebre, bluse sfrangiate, creazioni trasparenti, pantaloni aderenti in suède e tubini sagomati. Grande attesa anche per la collezione di Maria Grazia Chiuri, che ha presentato abiti ready-to-wear e haute-couture in tema blue navy. In particolare, un abito da favola ha rappresentato la collezione: bustier rubato al mondo della lingerie e gonna in tulle impalpabile. Più che un abito, un cielo stellato che ha incantato Parigi. Non ci resta che attendere con ansia le prossime sfilate!

Giulia Cuppini