L’era liquida dell’arte

Post Tradition: 108 & Giulio Zanet in mostra a Muggiò

Viviamo in un’epoca di trasformazioni, di ampliamenti, di sperimentazioni che invadono la realtà e sublimano le percezioni grazie ad una tecnologia sempre più convincente. Anche l’arte continua a subire il fascino di questo cambiamento: la ricerca di affermazione e di celebrità spinge molti artisti a riflettere sulla produzione delle opere: c’è chi sceglie la celebrazione del passato e chi invece cerca di superarlo. Molti contemporanei sfruttano consapevolmente il processo tecnologico che ha reso alla portata di tutti gli strumenti per conoscere e produrre un tipo di arte che porta alla nascita opere 2.0. Questo però non sempre produce effetti positivi. Spesso infatti si rischia di cadere nella ripetizione e nella mediocrità.

La mostra in Villa Casati Stampa di Soncino ci presenta due giovani artisti italiani che hanno deciso di allontanarsi dall’alienante “eccesso” di produzioni ripetitive di bassa qualità che invadono la realtà, concentrandosi sul concetto stesso di vita e di opera d’arte. Stiamo parlando di Giulio Zanet e Guido Bisagni-108.

Giulio Zanet (Collerette Castelnuovo 1984) crea opere di pittura astratta per documentare e riflettere sull’esistenza quotidiana e sui limiti che questa rappresentazione ha sull’esistenza stessa. Le sue opere sono flat, colorate, al limite del comprensibile e contrastano il mondo dell’arte attuale sovraffollato da prodotti estetici. Guido Bisagni-108 (Alessandria 1978) è invece tra i maggiori esponenti del post-graffissimo in Italia. Le sue grandi firme colorate iniziano a comparire nelle strade di molte capitali mondiali a partire dalla fine degli anni 90.

Sia Giulio che Guido creano opere d’arte che nascono da un’attenzione sensibile al presente ma che guarda alla tradizione culturale del passato cercando in qualche modo di superare il concetto di post-moderno. Cosa significa esattamente? Occorre riflettere come prima cosa sul concetto di modernità, troppo spesso abusato. La pubblicità, la televisione, i media continuano ad invadere le nostre vite in maniera incontrollabile. C’è bisogno di una maggiore consapevolezza di informazione. Giulio Zanet e 108  attraverso le loro produzioni ci invitano a riflettere sul concetto di modernità e ad osservarla attraverso una produzione artistica che non cerca di opporvisi o superarla, ma instaura con essa un rapporto differente. L’intenzione di entrambi è quella di creare una cultura nuova che vada oltre le vecchie tradizioni per crearne delle nuove, sempre attraverso una conoscenza consapevole.

Post Tradition è una mostra che “medita” su ciò che può nascere dopo la tradizione, artistica o meno che la si voglia intendere. Reazione, creazione differente sono elementi oggi indispensabili nella cosiddetta era liquida dell’arte, tanto per utilizzare un concetto caro a Bauman. La scelta dei curatori, Marco Marelli e Sara Cusaro, è centrata in questo senso non solo nella proposta (brillante) dei due artisti ma anche nella preferenza della Villa che ospita la mostra. Due mondi che si incontrano: l’inevitabile classicismo strutturale dell’edificio e la contemporaneità della mostra.

Per info: www.formeuniche.org

Flavia Annechini