Stigmăta, per sempre sulla pelle

Una storia con origini antichissime destinata a non avere fine

C’è chi la considera un’arte, chi vuole attribuirgli un significato ‘indelebile’ e chi invece pensa sia solo dell’inchiostro intento a macchiare la pelle ma, nonostante le diverse opinioni, i tatuaggi continuano a “macchiare” sempre di più il corpo delle persone.

Questo fenomeno condiziona principalmente i giovani e se prima era necessario essere entrati nel mondo adulto per potersi tatuare, oggi questo fenomeno si sta riscattando imponendosi su un pubblico sempre più giovane.

La testimonianza più antica di questo fenomeno è attribuibile alla mummia Ötzi il cui corpo è stato ritrovato nel 1991 sulle Alpi Otzalet, lungo il confine italo-austriaco; 61 sono i tatuaggi ritrovati sul corpo  della mummia ottenuti sfregando carbone polverizzato su incisioni verticali della cute.

Con il passare del tempo il tatuaggio ha assunto valenze diverse: gli antichi romani per esempio, estremamente convinti nella purezza del corpo, adoperavano i tatuaggi esclusivamente per marchiare criminali o condannati; più tardi, i britannici invece, consideravano i tatuaggi come un segno distintivo d’onore, o ancora i crociati, consideravano la “Croce di Gerusalemme” tatuata come un marchio distinguibile per un degna sepoltura in caso di morte sul campo di battaglia.

Col tempo il tatuaggio sembra allargare i suoi confini, fino ad arrivare nei primi anni del ‘700 alle popolazioni indigene delle isole del Centro e Sud Pacifico, come elemento d’importanza culturale; alcune popolazioni si tatuavano un occhio sul palmo delle mani come guida spirituale per quando sarebbero morti, altri invece consideravano questa tecnica una grande prova di coraggio e forza interiore, sottoponendosi a più giornate di ‘tortura’.

Fino ad arrivare negli anni ’70-’80 del ‘900 in cui movimenti come i punk o i bikers, adottavano il tatuaggio come simbolo di ribellione nei confronti dei pregiudizi della società.

Stigmăta – la tradizione del Tatuaggio in Italia, questo è il nome attribuito alla prima mostra sulla storia del tatuaggio che verrà inaugurata il prossimo 29 Marzo – ore 18 -  e sarà esposta fino al 30 Aprile al Museo Civico Medievale di Bologna in collaborazione con il Tattoo Expo di Bologna (31 Marzo, 1-2 Aprile, Unipol Arena).

Un percorso che vede la storia del tatuaggio partendo dalle sue origini attraverso immagini, disegni e stampe, messi a disposizione per raccontare la storia del tatuaggio nel nostro paese in un percorso tra sacro e profano.

Per l’occasione apriranno la mostra in una conferenza dal titolo “L’origine del marchio”, Nicolaj Lilin – autore del romanzo “Educazione Siberiana” – e Danilo Rossi Lajolo di Cossano – ricercatore e studioso delle tradizioni italiane del coltello e del bastone.

Per maggiori informazioni: http://www.tattooexpo.info/stigmata/

Deborah La Guardia