Aglio, olio e assassino

La ricetta per un thriller perfetto.

Ricetta per un cadavere in padella.

Ingredienti: uno spicchio d’aglio, olio extra vergine d’oliva, peperoncino q.b., un assassino, un coltello, il corpo di un ricco trentaquattrenne, una padella abbastanza grande.

Preparazione: disponete il corpo, completamente nudo sul letto, in posizione prona, con le braccia e le gambe divaricate. Una volta conficcato il coltellaccio nella schiena, controllate che la vittima sia esanime e a quel punto disponete un mazzetto di peperoncino sulle natiche e adagiate una padella con olio e aglio al di sotto delle parti intime. Il delitto è fatto!

Sembrerebbero i consigli per una macabra ricetta, invece ci troviamo di fronte alla scena del delitto che si è consumata con un rituale apparentemente incomprensibile, quasi una presa in giro da parte dell’assassino. Sulla scena del crimine è chiamato l’ispettore capo Gianni Capece, che per ironia della sorte, da buon amante della cucina, non meno che delle donne, si ritrova davanti ad un caso realmente “condito”. Proprio un ben servito al primo caso, di ritorno nella città natale, nel suo quartiere di Mergellina. Qui l’indagine si svolge in una maniera sui generis: accanto ai colleghi del Commissariato, la famiglia Vitiello, titolare della premiata trattoria Parthenope, dispenserà preziosi consigli per la ricerca dell’assassino, nonché piatti tipici della cucina napoletana.

A questo punto è il caso di dire che gli ingredienti del nuovo thriller di Pino Imperatore, Aglio, olio e assassino, edito da DeA Planeta, ci sono veramente tutti e nonostante sia ambientato a pochi giorni da Natale, potrebbe veramente diventare il libro da leggere sotto l’ombrellone.

A fare da sfondo alla vicenda, la bella Napoli e i suoi quartieri, oggetto di spunti e cenni storici molto interessanti, perfettamente contestualizzati e che impreziosiscono lo sviluppo della trama.

Proprio la trama, che rispetta pienamente le regole del romanzo giallo, è infatti credibile e convincente.  Non manca nemmeno un pizzico di ironia e commedia napoletana. L’ispettore Scapece procede inesorabile verso la soluzione del caso, tra testimoni non sempre attendibili, a volte decisamente sospetti, e le provocazioni del killer, che non si spreca a mandare succulenti manicaretti a chi gli sta alle calcagna.
Si percepisce la difficoltà del protagonista nell’afferrare le motivazioni dell’assassino, che appare irraggiungibile e letale fino alla stretta finale: una corsa contro il tempo spettacolare e rocambolesca.

Alessandro Fiori Spano