Altro Rinascimento, il giovane Filippo Lippi e la Madonna di Tarquinia

Fino al 18 Febbraio 2018 le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma presso Palazzo Barberini ospiteranno la mostra dedicata al pittore fiorentino per celebrare i cento anni dal recupero della Madonna di Tarquinia.

Il percorso stilistico di Filippo Lippi (1406 – 1469) è al centro di una raffinata mostra curata da Enrico Parlato, studioso del pittore e docente dell’Università di Viterbo, allestita negli spazi espositivi di Palazzo Barberini.

Fulcro della mostra un capolavoro che ha offerto interessanti spunti sulla evoluzione stilistica del frate fiorentino, esponente della produzione pittorica del primo Rinascimento toscano.

La Madonna di Tarquinia, datata 1437 nel cartiglio alla base del tronco, è opera fondamentale del Lippi e documenta il passaggio dal periodo formativo, connotato dalla masaccesca volumetria e dalla prospettiva brunelleschiana, ad una spazialità tutta nuova, che plasma il linguaggio personale dell’artista.

In questo cambiamento un ruolo sostanziale va attribuito a Donatello, di cui in mostra è esposto lo Spiritello ceroforo, che il Lippi ebbe modo di vedere, subendone inevitabilmente il fascino.

La Madonna di Tarquinia, attribuita a Filippo Lippi nel 1917 dallo storico dell’arte Paolo Toesca,  costituisce uno dei pochi punti fermi nella cronologia delle opere del pittore. La tavola è felice dimostrazione della elaborazione di uno stile elegante e personale, tale da influenzare l’allievo Sandro Botticelli. 

All’interno del percorso espositivo inoltre si apre la sala dedicata a Giovanni da Rimini, di cui è possibile ammirare la tavola con le Storie dei Santi, proveniente dalla National Gallery di Londra.

Tre le sezioni della mostra. La prima ospita i documenti originali dell’Archivio Centrale dello Stato relativi all’attribuzione di Pietro Toesca; la seconda incentrata sulla figura del committente, cardinale Giovanni Vitelleschi; la terza dedicata interamente al pittore: la Madonna di Tarquinia, le due Annunciazioni di Palazzo Barberini e della Frick Collection, la Vergine col Bambino, san Giovanni Battista e san Gregorio del Fitzwilliam Museum di Cambridge, la Madonna in trono tra angeli e santi da Empoli e un Santo Carmelitano da Berlino, oltre allo Spiritello portacero di Donatello del Musèe Jacquemart-Andrè di Parigi e il San Paolo di Masaccio proveniente da Pisa.

Il percorso espositivo, delinea un cammino coerente, che dalla bottega di Masaccio, passando per la scuola senese, il Brunelleschi e Donatello, giunge alla originalità ed alla piena autonomia stilistica di Filippo Lippi, offrendoci la chiave di lettura per una profonda comprensione del panorama artistico dell’epoca.

Carmela Zizzo