Bruce Nauman: Disappering Acts

Le sparizioni di Nauman a New York

Finalmente la tanto attesa retrospettiva dedicata a Bruce Nauman approda al Moma di New York.

Eclettico, poliedrico, avanguardista e sempre di grande impatto visivo, Nauman (Fort Wayne,1941) gioca con media nuovi e tradizionali dando vita a lavori che spaziano dalla scultura, alla fotografia, al neon, alla videoarte, ai disegni e alle performance. Il suo interesse è rivolto soprattutto al linguaggio e alle lettere che lo caratterizzano. Utilizza spesso le parole (che costituiscono gran parte dei suoi lavori) in maniera ironica e giocosa provocando reazioni e giochi di senso che racchiudono però un nucleo concettuale molto serio. L’artista è interessato alla natura e alla vera essenza della comunicazione, alla problematica del linguaggio, al modo in cui parliamo e soprattutto al ruolo dell’artista di manipolatore e comunicatore dei linguaggi visivi. Nauman è il portavoce di un filone artistico che vuole esprimere il concetto stesso di produrre arte al fine catturare l’attenzione dello spettatore e trasportarlo, attraverso mondi onirici e bizzarri, alle riflessioni più profonde, anche su tematiche umane di rilievo. Le sparizioni (Disappering Acts) di Nauman, come suggerisce il titolo della mostra, ripercorrono più di 50 anni di lavoro attraverso 165 opere e la più grande retrospettiva mai realizzata in suo onore. Si tratta di una mostra impegnativa che richiede attenzione e poca superficialità di osservazione. Spazi, movimento e linguaggi manipolati che ci trasportano in un’esperienza sensoriale senza limiti percettivi.

Flavia Annechini