Come in un diario, Franca Sozzani si racconta

Una lettera d’amore alla madre, un omaggio che imprime definitivamente la storia di uno dei pilastri del mondo della moda attraverso i suoi atteggiamenti fuori dalle righe.

Nei pressi di Central Park – New York – una donna con indosso un lungo cappotto di colore nero e lunghi capelli biondi leggermente ondulati, viene ripresa mentre respira l’aria fresca invernale, alle sue spalle – poco distante – cammina dietro di lei suo figlio.

Ha inizio così il documentario diretto da Francesco Carrozzini “Franca Sozzani: Chaos and Creation”, presentato al 75° Festival del Cinema di Venezia lo scorso anno e in esclusiva nelle sale cinematografiche un anno dopo. 

Una chiacchierata madre-figlio in cui viene ripercorsa la vita dell’ex direttrice di Vogue Italia scomparsa lo scorso anno, Franca Sozzani. Un’idea arrivata e poi sviluppata quasi per caso, il bisogno di imprimere nella storia un ricordo della madre è stato il motivo principale che ha spinto lo stesso Carrozzini a realizzare il documentario.

«Tutto è cominciato nel mio subconscio” – spiega – “È successo quando mio padre si ammalò nell’agosto del 2010 e quando mia madre venne a New York nel dicembre dello stesso anno. La portai a Central park e lì, fra la neve, cominciai a riprenderla, a farle delle domande, quasi nel tentativo di catturarla, di averla tutta per me, volevo capire come potevo ‘possedere’ in qualche modo almeno un genitore…».

All’interno della pellicola viene ripercorsa, passo dopo passo, la vita della donna visionaria che è riuscita ad imporsi e a dettare il proprio stile rivoluzionario nel campo giornalistico di moda, il più delle volte andando contro tutto e tutti, con l’intento di riuscire a concretizzare i suoi ideali. Una storia legata alla figura che ha costruito lungo il suo percorso, una storia raccontata al figlio nel modo più naturale che si potesse desiderare, un momento che ha unito i due ancora più di quanto già non lo fossero.

«Prima di tutto è una lettera d’amore a mia madre”, racconta, «in secondo luogo vorrei che questo film fosse una ‘legacy’, una sua testimonianza, che permetta agli altri di capire chi è Franca Sozzani e cosa ha fatto».

Ad arricchire questo documentario saranno oltre ai racconti del figlio e della stessa Franca Sozzani, moltissime fotografie, filmini e testimonianze di artisti e colleghi che spesso hanno lavorato al suo fianco, nomi come Marina Abramović, Paolo Roversi, Donatella Versace  sono solo alcuni dei volti che la ricordano… Tantissimo materiale che consentirà a chiunque lo guardi di capire i cambiamenti che lei stessa ha portato nel mondo della moda, trasgredendo le regole del sistema e pagando le relative conseguenze in prima persona, accantonando ogni volta la preoccupazione del fallimento. 

In seguito all’enorme successo ottenuto, è stata presa la decisione di proporre il documentario su Netflix, disponibile già da qualche giorno. 

Mettetevi comodi dunque, tenetevi i fazzoletti a portata di mano perché è arrivato il momento di tuffarsi nel pozzo dei ricordi: buona visione!

Deborah La Guardia

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