Dopodomani non ci sarà

L’ultimo viaggio incompiuto del malato riottoso: una riflessione ricca e complessa «sull’esperienza delle cose ultime»

Delle volte la malattia è una buona compagna, perché ti lascia da solo senza mai abbandonarti veramente. È un percorso da fare insieme, questa è l’unica certezza. Quando gli orli del camice bianco sfumano nei contorni di una sentenza di morte e quando questa si ribalta in un attaccamento alla vita, allora è lì che rinasce lo scrittore.

Luca Rastello, giornalista e scrittore torinese, non si è fatto sconfiggere da dieci anni di malattia, rimanendo riconoscente alla sua vocazione letteraria e continuando a scrivere con acume e fedeltà alla sua narrazione riflessiva e al contempo capace di denunciare le ingiustizie e di sensibilizzare il suo lettore.

A tre anni dalla sua scomparsa (era il 6 luglio del 2015), Chiarelettere, con il benestare della moglie Monica Bardi, che ne ha curato l’idea e scritto l’introduzione, ha deciso di pubblicare e di non lasciare alle memorie di un cassetto alcuni  scritti che avrebbero avuto l’idea unitaria di un romanzo sulla malattia e la morte. Come sempre, nel suo stile, non si parla di infermità tout court, ma in esso vi troviamo anche forti critiche alle ragioni “economiche” che, purtroppo, malversano la sanità. Nulla è poi risparmiato alle false chimere delle cure alternative, ai comportamenti autocelebrativi dei professionisti che stanno dalla parte dei buoni, alle distorsioni del volontariato, accanto a riflessioni precise e lucide sulla tragedia greca e la lettura steineriana.

Il libro, dal pesante titolo Dopodomani non ci sarà, Sull’esperienza delle cose ultime, è un romanzo in fieri dedicato a tutti, anche e soprattutto a coloro che non hanno sperimentato i contorni  e i dolori, fisici e non, della malattia. Esattamente il giorno prima della sua morte, come ha raccontato la moglie, aveva deciso, quasi in maniera profetica, di modificare il titolo del file che conteneva i suoi scritti da “Luce” a quello che ora è divenuto pubblico.

Dopodomani non ci sarà è un libro che permette di avvicinarsi e di conoscere, per chi non lo apprezzasse già, Luca Rastello, la sua scrittura dal carattere forte e urticante, ma anche dal tratto ironico e intelligente. Un giornalista che dentro aveva un’anima ben delineata da scrittore attento, pignolo e dal respiro universale.

A chiusura del volume la Lettera di commiato alle figlie, ancora una volta una testimonianza commovente della sua umanità a misura di padre, marito, autore e di eroe silenzioso.

Alessandro Fiori Spano