Eticamente tradizionale

Sullo sfondo di una terra devastata dalla disoccupazione e dalla malavita, si erge, come un faro di speranza, la donna CANGIARI. 

Una storia di riscatto e di cambiamento, quella che accompagna il marchio di moda etica CANGIARI, nato nei territori della Locride, in Calabria. Un brand che porta avanti i valori di GOEL, il gruppo cooperativo nato negli anni Novanta con l’obiettivo di creare nuove opportunità di lavoro che permettessero di ridare dignità e libertà alle comunità locali più indifese, vittime dei sistemi mafiosi.

GOEL racchiude al suo interno diverse cooperative sociali che, operando in svariati campi di impresa –  dall’agricoltura biologica al turismo responsabile –, sono state in grado di rimettere in moto l’economia locale, restituendo così fiducia alla società civile che è riuscita finalmente a risollevarsi dalla rassegnazione a cui si era abbandonata.

CANGIARI in calabrese significa “cambiare”. Non certo un nome scelto a caso, insomma, ma piuttosto un nome che vuole lasciar trasparire le idee e le intenzioni su cui il marchio si fonda.

I valori di GOEL si mischiano al desiderio di voler salvare l’antica e prestigiosa tradizione della tessitura a mano che stava lentamente naufragando nell’oblio. Una tessitura di origine grecanica e bizantina, una preziosa arte di cui solo poche anziane erano rimaste a custodirne i segreti: le majistre, “maestre” nel padroneggiare la complessa e sofisticata arte della “programmazione” dei telai. Un compito certosino e che richiedeva una buona dose di pazienza, quello di queste donne  d’altri tempi che si preoccupavano di imbastire tutti i telai a mano del territorio: 1800 fili di ordito venivano tirati nei “licci” in un preciso ordine matematico che permetteva di ottenere un determinato tipo di disegno. Per poter ricordare le varie “programmazioni”, le majistre, che molto spesso non sapevano né leggere né scrivere, si sono inventate delle nenie, delle cantilene, nei cui versi hanno sapientemente nascosto i loro preziosi segreti, quegli stessi segreti che sono stati svelati a quelle giovani donne che oggi producono a mano i tessuti CANGIARI.

Le forme, i disegni e i modelli dell’antica tessitura grecanica e bizantina vengono innovati e modernizzati nella collezione Primavera/Estate 2017.

I tessuti fatti a mano si mescolano a organze trasparenti, cotoni e sete, rigorosamente bio, e si avvolgono attorno al corpo della donna CANGIARI, una dea contemporanea, femminile e raffinata vestita di linee pulite ed essenziali. Abiti dagli ampi volumi, morbidi e delicati, in seta plissettata a mano, usati come tele bianche su cui un pennello crea lavorazioni artigianali, stramature e ricami dalle raffinate tinte color blu e amaranto.

La filiera di produzione è 100% Made in Italy. Tutti i tessuti sono realizzati con fibre naturali esclusivamente biologiche coltivate dalle cooperative GOEL sul territorio calabrese. Il rispetto per l’ecosistema, e per il benessere della persona che li indossa, è ciò che caratterizza i capi CANGIARI.

“CANGIARI è un messaggio di bellezza etica. L’etica non dev’essere solo giusta ma efficace. All’interno del progetto la presenza di donne lavoratrici raggiunge il 90 per cento e dà un’importante lezione di economia alla nostra terra: l’etica che sposa la tradizione e allo stesso tempo incrocia l’innovazione può essere il futuro del mercato”.

Martina Oliva