Faithfull

Una donna, mille anime.

Dalla musica al teatro, dai palazzi alla strada, dall’amore alla dipendenza, dalla giovinezza al decadentismo, Marianne Faithfull, un nome che forse sarà noto a pochi ma che ha fatto la storia della tanto osannata Swinging London degli anni Sessanta. Marianne ha vissuto mille vite, ha conosciuto mille personaggi, tutti importanti, ha compiuto mille scelte diverse, ha avuto mille volti con cui ha amato trasformare la sua identità. 

Oggi piacciono queste storie leggendarie di individui che hanno fatto di tutto, provando tutto, che sono caduti e si sono rialzati ed hanno soprattutto qualcosa da dire perché hanno vissuto a pieno la storia che ci ha resi così come siamo. La Faithfull è divenuta, così, la protagonista del documentario che porta il suo nome girato, realizzato e sceneggiato attrice francese Sandrine Bonnaire, da ormai dieci anni passata dall’altra parte della macchina da presa. Una regista che non ha deciso soltanto di realizzare una sorta di biopic emozionale sulla vita di una grande artista ma che ci racconta semplicemente l’incontro fra una star e la sua fan più affezionata. Faithfull è un film documentario che rappresenta una vera ricerca di ciò che i miti sono davvero oltre l’aura mistica di cui sono investiti, una vera e propria indagine su ciò che essi significano per i loro affezionati, per noi, cioè per le persone normali. Ecco perché la Bonnaire pare a volte attratta più dalla rivelazione della vera essenza che a sciorinare semplici stralci di vita vissuta della povera Marianne. La regista utilizza degli espedienti, che sono alla fine dei veri e propri tranelli scenici, a danno della Faithfull, come quando dice di abbassare le telecamere ed interrompere la registrazione ma invece continua a filmare la vera Marianne ignara, quella fuori dall’intervista, che racchiude i movimenti invisibili, celati dalla propria fama. Questo “gioco” della Bonnaire però racchiude in sé un rischio da non sottovalutare, ovvero la limitazione descrittiva e reportagistica, in un certo senso, di indagare davvero a fondo l’animo di un essere umano che ha avuto l’assoluto come proprio stile di vita. Comportandosi così la regista non è capace fino in fondo di indagare la psiche di Marianne, ance perché le domande che le pone sono realmente, e forse innocentemente, da vera e propria fan che incalza il suo mito ma fra loro non si crea un legame vero, le domande, tutte decise e pronunciate dalla regista, senza bisogno di intermediari, raccontano fedelmente il desiderio di conoscere una leggenda vivente ma nella loro prosa raccontano poco o niente della persona nonostante tentino di farlo ininterrottamente. Questo è l’unico grande limite del documentario che però fa vivere in maniera commovente come fra due donne moderne nasca l’esigenza di parlare e raccontarsi, con una certa dose di nostalgia per il passato. 

Introducendo brevemente la figura di Marianne Faithfull si può dire tutto ciò che si deve dire di un’epoca ormai trascorsa ma bellissima anche se a tratti crudele. La tipica bellezza anni Sessanta inglese, discendente del barone von Sacher-Masoch, notata in giovane età da Andrew Loog Oldham, manager dei Rolling Stones, e lanciata con la hit “As Tears Go By”. Nel frattempo vive una tormentata storia d’amore con Mick Jagger, alterna festini a base di droga e musica con la sua compagna di avventure Anita Pallenberg, amante di Mario Schifano, Brian Jones e Keith Richards, diventa attrice protagonista per Godard e per pellicole decisamente sperimentali come Lucifer Rising d Kenneth Anger, un regista su cui non basterebbe un libro per introdurlo. L’evoluzione dal teatro inglese alla musica goth passando per dipendenze da stupefacenti importanti alla vita da homeless negli USA per poi essere espulsa anche da essi. Una donna davvero a tutto tondo che grazie al documentario della Bonnaire abbiamo la fortuna di riscoprire.

Purtroppo però è di questi giorni la notizia che l’uscita al cinema di Faithfull è stata inaspettatamente bloccata per motivi di diritti ma la I Wonder Picture ha annunciato che si impegnerà a distribuire il film in contesti non theatrical inserendolo in manifestazioni, eventi e festival che rispettino la decisione censoria ma che rispettino il lavoro della Bonnaire e la curiosità del pubblico.

Andrea Berardi

SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Faithfull

Regia: Sandrine Bonnaire

Genere: Documentario

Durata: 61’

Data di uscita: Dicembre 2017

Nazione: Francia

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