Filantropia da star

Quali sono le più grandi opere di beneficenza delle celebrità?

È risaputo che Mark Zuckerberg, il miliardario fondatore di Facebook, alla nascita della figlia Maxima, nel dicembre del 2015, abbia dichiarato di voler devolvere il 99% dei suoi profitti in beneficienza. Per l’esattezza si trattò, al tempo, di 95 milioni di dollari ottenuti vendendo azioni di Facebook e confluiti nella Chan-Zuckerberg Foundation, l’organizzazione filantropica sua e della moglie, Priscilla Chan, che promuove le pari opportunità e il potenziale umano.

Un caso esemplare dell’ambiguità dei grandi imprenditori in generale, che ci porterebbe a parlare delle zone grigie che stanno tra la filantropia e lo spostamento di denaro per avere sgravi fiscali e farsi pubblicità.

Molto meglio spostare l’attenzione su quei cantanti e attori che non ci deludono mai con i loro splendidi sorrisi sbiancati.

Come, ad esempio, il caso di Elton John e della sua raccolta fondi contro l’Aids che va avanti da decenni. La sua Elton John AIDS Foundation ha raccolto, da quando è stata fondata, 125 milioni di dollari, in particolare grazie a feste post-Grammy e post-Oscar (occasioni alle quali evidentemente una celebrità che si rispetti dovrebbe aver partecipato). La fondazione promuove programmi di prevenzione ed educazione, di eliminazione del pregiudizio e della discriminazione, oltre che offrire servizi ai malati.

Tuttavia Elton John non è stato l’unico musicista a prendere a cuore il tema dell’Aids, soprattutto quando, con la morte di Freddy Mercury, tra gli anni ’80 e ’90, il tema divenne terribilmente “di moda”. Ennie Lennox e Bono degli U2 fecero la loro parte focalizzandosi sul problema della tragica diffusione dell’Hiv nel continente africano.

Se la platinata ex leader degli Eurythmics è stata addirittura premiata con la Croce Rossa Britannica nel 2008 per il suo instancabile impegno verso questa interminabile battaglia (si calcola che un terzo delle donne africane incinte sia sieropositiva), Bono, dal canto suo, ha saputo organizzarsi in grande stile e ha lanciato la ONE Campaign, un’organizzazione focalizzata anche sulla battaglia alla povertà, che si avvale del sostanzioso sostegno economico di celebrità come la stessa Lennox, nonché Al Pacino, Antonio Banderas, Justin Timberlake, Ryan Gosling e tanti, tanti, ma proprio tanti altri nomi noti.

Tra i vip impegnati nella beneficenza spiccano Angelina Jolie e Brad Pitt, noti per le loro battaglie sociali e politiche in difesa in particolare dei rifugiati. La Jolie-Pitt Foundation, fondata nel 2006 per assistere nelle crisi umanitarie nel mondo, donò 1 milione di dollari a Medici senza frontiere, ma già da anni la famosa attrice dimostrava il suo impegno, arrivando ad essere nominata nel 2001 ambasciatrice per le Nazioni Unite.

L’ex compagno non è da meno, facendo inoltre parte di Not on our watch, l’organizzazione di assistenza umanitaria fondata da George Clooney insieme al cast della serie Ocean’s Eleven.

Clooney, insieme con Pitt e l’amico Matt Damon, non solo ha donato ingenti somme alla ONE Campaign di Bono, ma tramite Not on our watch si è attivato contro il genocidio in Sudan, arrivando a visitare il luogo e parlando con le vittime, e contro la crisi in Darfur, raccogliendo con i suoi amici 4 milioni e mezzo di dollari.

Sempre in favore del grande continente che si stende non lontano dalle nostre coste, va ricordato l’operato dell’attrice sudafricana Charlize Theron. Oltre ad aver fondato lo Charlize Theron Africa Outreach Project nel 2007, l’attrice è stata nominata Ambasciatrice per la Pace dalle Nazioni Unite nel 2009 e sostiene battaglie per la difesa dei diritti della donne e contro lo stupro. Tuttavia, ciò per cui merita davvero un applauso è aver messo all’asta la possibilità di uscire a cena con lei. Un’ottima idea che le ha fruttato 42000 dollari, donati all’Oxfam e alla Croce Rossa.

Se però vogliamo arrivare ai pezzi da novanta della generosità, inaspettatamente ci troviamo di fronte al burbero Mel Gibson, in fondo uomo dal cuore d’oro che, singolarmente, ha donato per certo oltre 17 milioni di dollari a ospedali e chiese in zone povere del mondo. Abitudine che sembra continui a mantenere costante negli anni, resa ancor più speciale dal fatto che non ne parli.

Menzione speciale infine a Leonardo DiCaprio che, anziché limitarsi alle specifiche battaglie, si è concentrato principalmente sul problema che ci riguarda tutti: l’ambiente.

Sposata la causa ecologica (su cui ha fatto opera di sensibilizzazione persino durante il suo discorso per l’Oscar), sin dal 1998 ha messo in moto la sua Leonardo DiCaprio Foundation, che, stando ai dati del 2017, è riuscita a raccogliere finora oltre 80 milioni di dollari.

Di fronte a somme di tale portata poco importa se talvolta sembra di assistere all’egocentrica ostentazione di milionari idolatrati, un girotondo di fondazioni sulle note di We are the world, la filantropia è sempre bene accetta.

Specie da chi può permettersela in grande stile.

Michele Leombruni