Grace Jones: Bloodlight and Bami

Immagini di un’icona.

Tra la bloodlight di una sala di registrazione e il bami giamaicano, tra lo sfavillio del palcoscenico e l’intimità del privato, tra l’oscenità dello scandalo e la dolcezza della normalità c’è lei: Grace Jones, icona degli anni Ottanta, modella, cantante, attrice, un colosso totemico di personalità che nel documentario di Sophie Fiennes viene raccontato a 360°. Il film, distribuito dalla giovane Officine UBU, evoluzione di UBU Film, che produce e distribuisce pellicole italiane e straniere di grande, sarà nelle sale italiane il 30 ed il 31 Gennaio 2018, due giorni per gustare a pieno il mito di una donna eccezionale. 

Grace Jones: Bloodlight and Bami è un viaggio di due ore che esplora la carriera e la vita dell’audace Grace Jones che viene essenzialmente descritta per ossimori. Del resto la sua vita è stata, di fatto, piena di contrasti: la sua estetica scioccante, la fisicità invadente ed altamente erotica, la personalità decisamente fuori dal comune che trasmetteva un’immensa energia sul palco metteva in secondo piano una vita fatta di violenza domestica, di religiosità imposta e di abbandono che hanno caratterizzato la tipica aggressività delle sue performances. 

Grace Jones è tutto questo e ancora di più anche adesso, ad X anni, che lei stessa non ha mai voluto dichiarare perché al di là della vanità Grace Jones è spettacolo, è mito, è un’opera d’arte sempre incline allo stravolgimento e al cambiamento per rassomigliare comunque a sé stessa. Nonostante ciò è stata nipote, figlia e moglie ed ora è madre e nonna ma non smette di essere icona. Nel documentario la Fiennes ha ripreso scene commoventi di lei che rincontra i parenti in Giamaica e che parla con loro della sua infanzia, scandita non da giochi e risate ma da difficoltà e drammi, un background che Grace Jones non ha mai rinnegato ma anzi ha esorcizzato nella propria carriera per farne un punto di forza e riuscire a definire la sua arte, proprio grazie ai tiri mancini che la vita le aveva tirato. La pellicola ci restituisce un caleidoscopio di Grace Jones, un ritratto multiplo ed accurato dell’artista e della persona. Dai ricordi dell’isola tropicale poi ci si sposta a New York, Londra, Parigi, Mosca e Tokyo in un alone che profuma di jet set internazionale e di ostriche e champagne, che possiede lo sballo di tutte le droghe del mondo, che sa di quell’edonismo che ci si aspetta proprio dalla una diva di quel calibro.  

Questo film, che non ha assolutamente la pretesa di volere essere un biopic nostalgico e lacrimevole ha una marcia in più rispetto ad un normale documentario didascalico. In primis è l’incontro di due donne: la regista Sophie Fiennes, sorella del più celere attore Ralph e donna dal piglio decisamente incisivo, incontra un mito vivente e le si attacca non con fare reverenziale ma con il desiderio di poter sviscerare ogni strato di tessuto che compone la vera Grace Jones. In secondo luogo più che un effetto filmico nella pellicola si percepisce un sincero affetto narrativo, di cui la stessa Grace Jones si fa portatrice nelle sue esibizioni. Lei, infatti, è soprattutto una narratrice, una donna che ha bisogno di raccontarsi e di dare all’infinto prima di ricevere, ecco perché anche la scelta dei brani utilizzati non è affatto casuale e marcano le parti salenti del film. Essi infatti cantano con decisione la storia di questo colosso della disco dance, della pubblicità, dell’estetica che per un decennio e più ha caratterizzato la nostra storia, il nostro modo di vestire, atteggiarci e pensare. 

Ecco il motivo principale per cui Grace Jones: Bloodlight and Bami dovrebbe essere visto, perché tralasciando la distanza ossequiosa e quasi terrorifica che si ha fra un pubblico ed il suo mito, il film racconta che dietro la maschera di lustrini c’è sempre un essere umano, che nel caso specifico ha saputo risorgere dalle ceneri come un’araba fenice e trionfare su di esse sfogando la propria oscurità nell’esibizione dell’arte.  

Infine il punto focale della pellicola rimane il palcoscenico, vera catarsi del cuore, quel luogo magico dove la fantasia prende il sopravvento e domina la libertà ed è lì che l’icona Grace Jones mostra la sua vera essenza. 

Andrea Berardi

 

SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Grace Jones: Bloodlight and Bami

Regia: Sophie Fiennes

Genere: Documentario

Durata: 115’

Data di uscita: Gennaio 2018 

Nazione: Gran Bretagna/Irlanda

Parole chiave: icona, mito, donna, performance, palcoscenico, dramma

Tag: #gracejonesbloodlightandbami #sophiefiennes #gracejones #icon #art #film #cinema #switchmagazine

Social: http://www.officineubu.com/grace-jones-bloodlight-and-bami-il-30-e-31-gennaio-al-cinema/

Frase social: La diva umana

GRACEJONES-POSTER-DEF-hi