Hiroshige Hokusai Oltre l’Onda

I capolavori del Boston Museum in mostra a Bologna

Il mondo di Hokusai è acuto e raffinato “troppo reale per essere vero”, troppo sincero per essere falso. Quello di Hiroshige è il mondo di un poeta che ascolta e osserva la natura, per raccontarne suoni e colori.

“Il vecchio pazzo per la pittura” e il “maestro della pioggia e della neve”.

Uno più Irruente e accurato, l’altro più empatico, ma entrambi interpreti di un Giappone che sta vedendo i suoi esiti in una nuova classe dominante.

Alle porte dell’Ottocento, mercanti e artigiani crescono e prendono potere. Nasce la borghesia, nasce l’ukiyoe, una stampa su carta realizzata con matrice in legno, tecnica grafica in voga, che meglio descriverà la società nipponica nascente di cui gli stessi Hiroshige e Hokusai saranno i maestri indiscussi.

L’ukyoe è un’arte che richiede tecnica accurata e pazienza, è un’arte meticolosa e attenta, così affascinante, da non passare, di certo, inosservata né all’Europa Impressionista di quegli anni, né all’attenzione e al gusto del nostro tempo.

È così che, in occasione del 150° anniversario delle relazioni bilaterali tra Italia e Giappone, per cui a partire dal 2016 abbiamo assistito ad una serie di iniziative ed eventi, il 12 ottobre 2018 si è inaugurata la mostra “HOKUSAI HIROSHIGE. Oltre l’onda. Capolavori del Boston Museum of Fine Arts”.

La mostra, visitabile fino al 3 marzo 2019 presso le sale del Museo Archeologico di Bologna, grazie all’intervento delle curatrici Rossella Menegazzo e Sarah Thompson, prevede l’allestimento di circa 270 opere per la prima volta visibili in Italia.

I volti di samurai colti nell’enfasi del dramma, le linee morbide e sinuose tipiche della bellezza femminile, gli attori e i lottatori di sumo, sono i soggetti ricorrenti nelle opere dei due artisti, che riportano gli stessi temi sui quali si costruisce tutta la tradizionale composizione degli ukiyoe.

Hokusai si distingue per la ricerca compositiva, per cui vediamo panoramiche e interni eseguiti secondo le regole strutturali della prospettiva occidentale. Hiroshige adotta soluzioni grafico – ottiche. Ma entrambi si confrontano con gli stessi motivi, gli stessi soggetti che hanno reso noto il Giappone con le immagini del Mondo fluttuante.

La mostra, aprendosi tra le silografie di paesaggio del maestro Hokusai e concludendosi con il capolavoro massimo, del più giovane Hiroshige, si propone di indagare come ogni artista in questo periodo si sia dovuto misurare e cimentare con le ricerche estetiche dei predecessori per trovare il proprio spazio e il proprio seguito.   

Edgar Degas di Hokusai disse: «Il n’est pas seulment un artist. C’est une île, c’est un continent, un monde à lui tout seul».

I due maestri non sono solo due artisti, sono due isole, due continenti due mondi a sé stanti… e per inventiva, per fantasia non saranno uguagliati mai a nessun altro.

La mostra che prevede una serie di eventi collaterali, tra laboratori e corsi tematici, ci accompagna in una dimensione grafico – pittorica con cui la storia dell’arte non ha potuto fare a meno di confrontarsi.

Ci descrive i suoi luoghi, ci racconta i suoi autori e ci svela come dietro ad uno stesso soggetto possa celarsi l’immagine di un artista.

Marta Pezzucchi