Il Barbiere di Siviglia a Verona

Il fascino dell’opera rossiniana più amata e i suoi cinque spettacoli estivi nell’anfiteatro veronese

La magica e romantica Verona ha ospitato in tutto il periodo estivo, iniziato il 22 Giugno e terminato con L’Aida il 1° Settembre, ben 47 serate all’insegna della lirica e dell’opera. La 96ª edizione della manifestazione ospita nel suo calendario le più celebri opere di tutti i tempi: Il Nabucco e L’Aida di Giuseppe Verdi, prima opera lirica rappresentata sul palcoscenico veronese nel 1913; Turandot di Puccini; La Carmen di George Brizet, con una nuova produzione e Il Barbiere di Siviglia di Rossini. Non è tutto, ad arricchire il calendario arriva Bolle con il suo “Roberto Bolle and Friends” e la serata-evento “Verdi opera Night”. Il fascino di un intramontabile passato collocato, con arte, abilità ed estrema cura nel presente fanno dell’ “Arena di Verona 96ª  Opera Festival” una manifestazione di completa eleganza e successo, vantando numeri da capogiro e fama internazionale.

Il capolavoro rossiniano, rappresentato per la prima volta nel 1916, è arrivato in arena nel mese di agosto per 5 appuntamenti sotto le stelle nel più grande teatro lirico all’aperto di sempre.

Hugo de Ana, scenografo e allestitore argentino, cura la messa in scena dell’opera nelle serate creando una cornice da favola con colori e cura nei dettagli. L’anfiteatro romano è trasformato in un sapiente e imponente giardino all’aperto con delle grandi rose che fanno da sfondo alla vicenda di Rosina, del Conte di Almaviva e del factotum Figaro. I costumi settecenteschi si sposano perfettamente con l’atmosfera surreale della scena, accentuata dalle siepi labirintiche. Una forte componente simbolica è data dalla vis comica, il vigore comico, motivo per il quale questa è definita come l’opera buffa di Rossini.

Qualche pillola dalla storia:

Il conte d’Almaviva, uomo spagnolo ricco e potente, si innamora della giovane orfana Rosina. Il suo tutore Bartolo, però, ne è anch’egli innamorato ed è deciso a sposarla, motivo per il quale decide di tenerla segregata in casa proibendole ogni contatto con l’esterno.
Il conte d’Almaviva vuole vedere la ragazza e per poterla incontrare va in incognito nella sua città natale, Siviglia, sotto il nome di Lindoro.
Figaro, il barbiere di Siviglia, lo riconosce e deciso ad aiutarlo escogita con lui alcuni stratagemmi per far sì che il conte riesca a comunicare con l’amata attraverso dei biglietti.
Il gelosissimo Bartolo, intanto, decide di sposare Rosina e per screditare l’avversario lo calunnia. Figaro interviene con i suoi maneggi perché il tutore Bortolo non l’abbia vinta.

Per ricordare i 150 anni dalla scomparsa di Gioachino Rossini ritorna in scena l’opera-capolavoro del compositore italiano che vede Rosina salvarsi, grazie a Figaro, dalle grinfie di Don Bartolo per finire tra le braccia del Conte d’Almaviva.

L’opera, in due atti, riserva colpi di scena, riflette sul potere e sulla forza dell’amore amore e tiene col fiato sospeso gli spettatori. Il coro è diretto da Vito Lombardi e il corpo di ballo, invece, da Gaetano Petrosino e dai tecnici dell’arena di Verona con mimi e acrobati,

Bisognerà attendere un’altra stagione estiva per rivedere l’opera in Arena? Nel mentre gustatevi un po’ di immagini tratte dall’evento.

Salvatore Golotta