Il lato eclettico della maglieria

Un omaggio a Sonia Rykiel, la stilista che ha conquistato le passerelle con indipendenza e coraggio.

Aveva ottantasei anni Sonia Rykiel, dodici dei quali passati a convivere coraggiosamente con il Parkinson, quando si è spenta a Parigi il venticinque Agosto.

Nata a Neully-Sur-Seine da una famiglia di origini russe e rumene, inizia a lavorare all’età di diciassette anni come vetrinista per una boutique parigina.

Durante la sua gravidanza inizia a cucirsi da sé degli abiti, non trovando in commercio niente che fosse comodo e di stile allo stesso tempo.

Notando il successo che avevano le sue maglie – Audrey Hepburn divenne subito una sua cliente assidua – la Rykiel e il marito decisero di investire in questa nuova avventura e nel 1968 inaugurarono la loro prima boutique alle Galéries Lafayette.

Da subito il suo lavoro ottenne il riconoscimento generale, e dopo una cover di Elle dedicata alla sua più famosa creazione – la maglia a lupetto a righe colorate – il nome Sonia Rykiel raggiunse la fama internazionale.

Ribattezzata “Regina del Tricot”, la stilista ha sempre riservato alla lana un trattamento da superstar, un’attenzione particolare che solitamente gli altri stilisti riservano a tessuti più pregiati.

Con la lana, la Rykiel, ha realizzato a maglioni, cardigan e vestiti di ogni forma, colore e dimensione.

Con il passare degli anni la stilista ha creato anche una linea maschile, una linea di abbigliamento per bambini, una linea di accessori, una di profumi e una linea di cosmetici.

Nel 1995 lascia la direzione amministrativa nelle mani della figlia Nathalie, e nel 2001 le lascia anche la direzione creativa del marchio.

Sonia Rykiel merita di essere ricordata perché con il suo lavoro ha cambiato il modo in cui le donne si vestono e scelgono i propri vestiti; è stata una vera e propria pioniera della moda: è stata la prima a usare la maglieria come capo principale, da indossare direttamente sulla pelle nuda, è stata la prima a rifiutare l’imposizione del total look proposta dagli stilisti dell’epoca e a proporre degli outfit combinati liberamente.

Il suo lavoro e relativo successo s’intrecciò con il movimento femminista francese di fine anni Sessanta perché rappresentava uno stile eccentrico, unico ma confortevole da indossare; la Rykiel ha creato uno stile capace di far sentire ogni donna a proprio agio e sicura di sé, e l’ha fatto rompendo le regole: ha creato le prime felpe con lo scollo a barca, le giacche trapuntate, ha portato le cuciture all’esterno, ha eliminato gli orli e ha trasformato la maglia in abiti da sera.

Sonia Rykiel ha guardato alla moda con occhi rivoluzionari, convinta che ogni donna dovesse scegliere i vestiti secondo il proprio stile personale e non per la pressione che arrivava dagli stilisti e dai media.

Fu, proprio, questa sua visione a condurla a coniare il termine démodé, per indicare che la moda stessa era fuori moda e ciò che realmente contava era lo stile e l’unicità; per dimostrare questo suo concetto mandò in passerella i suoi abiti insieme con quelli di altri stilisti riproducendo look che s’indossavano nella vita quotidiana.

La Rykiel è stata un vero e proprio personaggio, tutti noi ricorderemo la sua figura snella, i look total black e il suo caschetto geometrico, rosso e voluminoso; questa straordinaria donna lascia un vuoto nel mondo della moda ma la sua memoria vivrà nei suoi abiti e in tutte le scelte coraggiose che faremo con i nostri abiti, perché è proprio il coraggio di scegliere liberamente come vestirci ciò che Sonia Rykiel ci ha lasciato in eredità.

Barbara Concu