Il tesoro degli Ashanti. Viaggio in Ghana

Alla scoperta dell’Africa nel “diario di viaggio” di Francesca Giommi.

Andare alla scoperta del mondo, in territori distanti e diversi dal proprio, è senza dubbio il modo migliore per entrare in contatto con una cultura “altra” e per lasciarsi alle spalle pregiudizi e stereotipi figli della cultura alla quale ognuno di noi appartiene. Perché se da un lato è vero che il nostro mondo si sta sempre più globalizzando e che siamo riusciti ad abbattere i limiti spazio-temporali con i nuovi mezzi di comunicazione, dall’altro non si può negare la forte diversità che caratterizza i popoli e i Paesi che abitano il pianeta. E sono proprio queste differenze a rendere unica, meravigliosa e appassionante ogni nostra “spedizione” in terre lontane e sconosciute.

Con il suo nuovo libro “Il tesoro degli Ashanti. Viaggio in Ghana”, la scrittrice, africanista e viaggiatrice Francesca Giommi prova a raccontarci di più dei luoghi, delle tradizioni, degli usi e dei costumi del Ghana,un tempo patria del Regno Ashanti famoso per il suo oro e quindi territorio di razzia dei cacciatori di schiavi, ma oggi ormai meta di flussi turistici” come scrive nella prefazione Itala Vivan, una delle massime esperte italiane di letterature africane e studiosa della produzione culturale del Sudafrica.

Il libro è un’autobiografia che, oltre a essere scritta con uno stile leggero, semplice e naturale, si avvicina a un vero e proprio romanzo. La protagonista è Isabel – alias Francesca Giommi – che, conclusi i suoi studi al prestigioso istituto di studi orientali e africani di Londra, decide di realizzare un suo grande sogno: partire alla riscoperta del Ghana per “toccare con mano” e osservare davvero ciò che aveva solo potuto studiare e vedere sui libri. Ma il suo primo impatto con il luogo suscita in lei un senso di disorientamento soprattutto nel riconoscere nella realtà che osserva quanto studiato sui libri, ma anche una difficoltà nel comprendere le tradizioni, gli usi e i costumi di quelle popolazioni. Uno smarrimento che, dunque, sembra non essere colmato dalla conoscenza che la protagonista possiede di questi luoghi in virtù dei suoi studi universitari. Ma la voglia di aprirsi a questa diversità, anche grazie all’incontro con un vecchio compagno impegnato nei Corpi di Pace, permetterà alla giovane e solitaria viaggiatrice di interrogarsi su quanto conosciamo dell’Africa, di ridefinire le credenze e giudizi su un Paese che credeva di conoscere appieno, ma che invece sembra non voler smettere di stupirla.

La voglia di conoscere di Isabel è presente in ogni pagina dell’opera, così come si può sentire chiaramente l’amore per il Continente africano di Francesca Giommi, che con grande rispetto riesce a mostrarci una cultura diversa, purtroppo non compresa e ancora “guardata dall’alto” con marcato distacco. Proprio la presenza di scoperte inaspettate, di diffidenze, di contraddizioni e di sorprese, narrate sempre con serenità, dimostra la grande conoscenza e la passione della scrittrice per un territorio che, anche a causa di una società fortemente eurocentrica e occidentalizzata, è ancora considerato “il continente senza storia”.

Con la descrizione dettagliata dei luoghi, della cultura e delle tradizioni dell’Africa presente nel suo “diario di viaggio”, Francesca Giommi riesce a portarci in Ghana, permettendoci non solo di immaginare i luoghi, ma anche di assaporare gli odori e i gusti di un territorio percepito come lontano. Un libro che ha tanto da insegnare, che punta ad abbattere i pregiudizi e a trasformare gli stereotipi,  nonché a modificare il nostro rapporto con “l’altro” e con la “diversità”. 

Melissa Stolfi