La poesia oltre la Decadenza, verso le Avanguardie

Ezra Pound e l’arte italiana esplora il rapporto tra il poeta statunitense e la cultura della penisola divenuta la sua seconda casa

Ezra Pound è passato alla storia come una delle figure più controverse del Novecento, nonché come uno dei poeti maggiormente influenti del secolo. Americano di nascita – nato a Halley, nell’Idaho, nel 1885 -, muore a Venezia nel 1972, dopo aver vissuto gran parte della vita in Europa, tra Londra, Parigi e l’Italia – in particolare a Rapallo e poi a Venezia –, dove è sepolto insieme all’amata Olga Rudge –.

Esponente dell’ideologia fascista, viene arrestato dai partigiani alla fine della Seconda Guerra Mondiale e recluso in un ospedale psichiatrico criminale, il St. Elizabeths di Washington D.C., che, in occasione della sua detenzione diviene una sorta di circolo letterario, all’interno del quale Pound è considerato una sorta di simbolo dai visitatori, ed un caso difficile dai medici, che gli diagnosticano, in definitiva, un disturbo narcisistico della personalità permanente ed incurabile; ciononostante lo dimettono nel 1959.

Poeta, ma anche prosatore, pubblicista politico, organizzatore culturale, traduttore, critico e fondatore di varie riviste e movimenti letterari, il lascito letterario di Ezra Pound è costituito principalmente dai Cantos, complesso poema ed opera ambiziosa: una sorta di Divina Commedia della modernità, nata dallo studio dei manoscritti del Rinascimento senese, riminese, veneziano, delle perle di Confucio, degli annali cinesi e degli scritti di Omero.

Nei Cantos l’autore esibisce la passione per l’arte quattrocentesca – dal Beato Angelico, al Botticelli, al Bellini, al Carpaccio, al Mantegna, ai meno noti –, l’amore per la cultura italiana e per l’architettura della Serenissima, nonché il proprio legame sia con l’estetismo decadente, sia con il rinnovamento modernista, e, di conseguenza, con la figura di Gabriele D’annunzio, a sua volta in bilico tra Modernismo e Decadenza.

In Ezra Pound e l’arte italiana. Fra le avanguardie e D’Annunzio, edito da Leo S. Olschki, Andrea Mirabile – professore associato di Italian and Cinema & Media Arts  presso la Vanderbilt University di Nashville, nel Tennessee, già autore di volumi sulla relazione tra la letteratura e le arti figurative – si concentra sul rapporto fra i due scrittori.

Si tratta di un rapporto intenso, ricco di scambi e corrispondenze, al quale la critica ha finora dedicato scarsa attenzione: come Pound, infatti, il Poeta Vate è stato in grado di trovare un delicato equilibrio tra estetismo ottocentesco e rinnovamento avanguardista, scrittura letteraria e arti visive, Decadenza e Modernismo.

Giorgia O. Onifade