Lake of the Mind. Una conversazione con Steven Holl

Riscoprire l’architettura, i suoi processi creativi e la sua vicinanza all’arte

L’architettura altro non è che una forma d’arte che lavora sullo spazio, permettendoci di vivere in ambienti confortevoli e allo stesso tempo straordinari. Comprendere i processi creativi che guidano i progetti architettonici è pertanto molto complesso, dal momento che questi sono diversi da quelli che animano la creazione di opere d’arte, soprattutto a causa del fatto che l’architettura deve tener conto di alcune norme e regole.

Proprio per svelare tali dinamiche, Diana Carta ha deciso di portare a compimento il progetto editoriale “Lake of the Mind. Una conversazione con Steven Holl”, nella quale decide di mettere nero su bianco una ricca e illuminante conversazione con il famoso architetto. La scrittrice, oltre a essere impegnata come architetto presso studi di rilievo tra gli Stati Uniti e l’Italia, collabora con la rivista internazionale di architettura Domus, sulla quale compare per la prima volta una parte dell’intervista a Steven Holl su un editoriale del 2016.

L’intento dell’opera è quello di portare alla luce il significato profondo del concetto di architettura, del suo rapporto com il tempo e lo spazio, della sua vicinanza all’arte. E il dialogo con l’illustre architetto Steven Holl permette di esplorare questo mondo fatto di “intuizione” e di “creatività”. La terza parte del libro è dedicata a uno dei progetti più innovativi di Holl, lo “Ex of In House”, sulla quale la Carta ha potuto fare un approfondimento grazie al materiale ricevuto dallo studio Steven Holl Architects. Si tratta di un progetto che, come si legge sul sito web ufficiale della rivista Domus, “esplora un linguaggio spaziale che lega l’energia degli spazi interni all’ecologia del luogo e mette in discussione i luoghi comuni dell’attuale pratica architettonica commerciale”. La “riserva T2” – così è stata denominata l’area in cui il progetto prende forma – si estende su più di 100.000 metri quadrati di terreno, sul quale il paesaggio naturale si intreccia con cinque case suburbane, creando un ambiente del tutto immerso nella natura, che dà all’uomo la possibilità di sentirsi parte integrante di essa. Un ruolo centrale è rivestito dalle figure geometriche che danno forma agli ampi spazi interni delle abitazioni. L’attenzione all’ambiente e la volontà di creare uno spazio incontaminato si riflette anche nell’utilizzo esclusivo delle materie prime, ad esempio il mogano delle finestre e la betulla delle pareti, e nella scelta di materiali poveri.

Attraverso un dinamico e ricco scambio di idee, nel libro di Diana Carta è possibile entrare in contatto (almeno in parte) con la grandezza e la bellezza dell’architettura. Una sorta di riscoperta di una forma d’arte troppo spesso considerata “di nicchia” poiché apprezzata solo dagli “addetti ai lavori”, ma che in realtà ricopre un ruolo fondamentale nella vita di ognuno di noi.

Melissa Stolfi