L’altezza, la luce, la forma

Torre, il completamento della Fondazione Prada di Milano.

Ha aperto al pubblico Torre, l’edificio che completa la sede milanese della Fondazione Prada.
Il progetto si deve agli architetti Rem Koolhaas, Chris van Duijn e Federico Pompignoli dello Studio OMA, gli stessi che già in precedenza avevano realizzato i lavori che hanno trasformato il complesso dell’ex distilleria. Il rapporto fra Rem Koolhaas e Miuccia Prada è di lunga data; la presidente della Fondazione aveva già in precedenza affidato all’architetto l’incarico di realizzare i negozi della celebre casa di moda a New York, San Francisco e Los Angeles oltre che le scenografie in occasione di numerose sfilate.

La Torre completa il disegno della Fondazione, imponendosi come simbolo iconico della sede nei pressi di piazza Lodi. I sessanta metri di altezza si sviluppano su nove piani, ciascuno con una galleria unica e diversa dalle altre. Esternamente il profilo dell’edificio è quello pulito e nitido di un alto prisma, con un unico tirante sul lato sud che lo collega alla costruzione preesistente dei magazzini e che abbraccia un grande ascensore panoramico. La regolarità del cemento bianco strutturale a vista è interrotta solo dalle grandi vetrate a nastro che offrono alle sale interne illuminazioni diverse per ciascun piano. Le sei gallerie sono state progettate in modo da essere tutte differenti fra loro a partire dalla variazione di tre elementi e delle loro possibili combinazioni: l’altezza, la luce e l’orientamento.

I piani, infatti, hanno altezze sempre maggiori, dai 2,70 metri del primo fino agli otto dell’ultima galleria. Le vetrate sono orientate verso nord, est e ovest e la forma degli ambienti varia da rettangolare a trapezoidale. Torre reinterpreta il concetto stesso di white cube offrendosi come struttura dotata di un’identità architettonica potente nella sua semplicità.

Le sei gallerie della nuova costruzione ospitano il progetto Atlas, nato dal dialogo fra Miuccia Prada e il curatore Germano Celant. Gli ampi spazi accolgono opere della collezione Prada offrendo una visione ampia sull’arte contemporanea dagli anni Sessanta a oggi e creano, in ciascuna galleria, componimenti a due voci che si confrontano per assonanze o per contrasti. Al secondo e terzo piano Jeff Koons, Carla Accardi e Walter de Maria vi immergeranno nel colore, il percorso prosegue verso l’alto con toni più drammatici grazie ai lavori di Edward Kienholz e Mona Hatoum. Al quinto piano l’Arte Povera è testimoniata da Pino Pascali al fianco di Michael Heizer e al piano ancora superiore domina Damien Hirst accostato a William N. Copley. L’ultimo piano, il solo con illuminazione zenitale, accoglie Blue Line (1988) di John Baldessari e Upside Down Mushrooms Room (2000) di Carsten Höller.

La cena di apertura della nuova costruzione si è svolta nel ristorante “Torre”, al sesto piano dell’edificio, che ha aperto al pubblico il 9 maggio insieme all’attiguo “Bar Luce”. Il locale ospita gli arredi originali del “Four Season Restaurant” di New York, progettato nel 1958 da Philip Johnson, oltre ad alcuni lavori contemporanei di Carsten Höller, William N. Copley, Jeff Koons, Goshka Macuga, John Wesley e Lucio Fontana. Alle pareti spiccano piatti d’artista realizzati appositamente da John Baldessari, Thomas Demand, Nathalie Djurberg & Hans Berg, Elmgreen & Dragset, Joep Van Lieshout, Goshka Macuga, Mariko Mori, Tobias Rebherger, Andreas Slominski, Francesco Vezzoli e John Wesley, che conferiscono al locale l’atmosfera del tradizionale ristorante italiano. Allo stesso piano il “Bar Luce” offre una vista a 360 gradi della città di Milano. Progettato dal regista Wes Anderson, il bar ricrea l’ambiente di un tipico caffè della vecchia Milano, grazie ad arredi e oggetti tratti dalla cultura e dall’estetica Pop degli anni Cinquanta e Sessanta.

All’inaugurazione erano presenti ospiti d’eccellenza, esponenti del mondo culturale, artistico e intellettuale italiani e internazionali. Per la cena d’apertura Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, insieme all’architetto Rem Koolhaas e al Soprintendente artistico e scientifico della Fondazione Germano Celant, hanno accolto numerosi artisti, fra cui Maurizio Cattelan, Thomas Demand, Michael Elmgreen e Ingar Dragset, Peter Fischli, Michael Heizer, Damien Hirst, Carsten Höller, Goshka Macuga, Mariko Mori, Andreas Slominski, Luc Tuymans e Francesco Vezzoli, architetti e designer quali David Adjaye, Alejandro Aravena, Mario Bellini, Stefano Boeri, David Chipperfield, Tom Dixon, Martino Gamper, Konstantin Grcic, India Mahdavi, Victor Oddò e Patricia Urquiola e numerose altre personalità del mondo dell’arte e della cultura oltre che il Sindaco Giuseppe Sala e l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno.
Maria Pia Bevilacqua


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Foto: Bas Princen. Courtesy Fondazione Prada