L’arte tragica e naïf di Antonio Ligabue

Alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia un’antologica di 50 opere dedicate al grande Antonio Ligabue, una delle personalità più originali dell’arte italiana Novecento. 

Antonio Ligabue ( Zurigo 1899- Gualtieri 1965) è uno di quegli artisti che potremmo, per alcuni versi, definire d’élite e per pochi intimi perché, alla stregua dei suoi compagni di generazione, è stato troppo poco acclamato dalla critica del tempo o almeno mai abbastanza da trasformarlo in un pittore popolare. Poco importa però perché proprio grazie a questa distrazione oggi è entrato nel “girone” degli artisti maledetti resi indimenticabili dalla loro arte singolare. La pittura di Antonio Ligabue non conosce limiti di tempo o magnificenza perché continua a brillare di luce propria diventando sempre più affascinante col trascorrere degli anni. La figura stessa dell’artista, la sua vita, le vicende che lo hanno segnato nel corso della crescita personale e professionale sono elementi di fascino per chiunque abbia avuto modo di conoscerlo.

La mostra curata da Sandro Parmiggiani e Sergio Negri propone un percorso fatto di dipinti, sculture,disegni e incisioni, tutti caratterizzati dalla firma indelebile del maestro. Animali selvaggi, animali domestici e autoritratti sono i soggetti principali raffigurati nelle opere selezionate.Leopardo nella foresta, Aquila con volpe, Gorilla con donna  tanto per citarne qualcuno appartenente alla prima categoria citata e paesaggi bucolici quasi ininfluenti fanno da sfondo alla serie di autoritratti che mostrano un Ligabue poeticamente amaro nel rappresentare il suo mondo. Lo sguardo dell’artista, fisso verso di noi, è sempre lo stesso: angosciato, desolato,smarrito. L’arte di Ligabue è ben lontana da un’immagine felice e di speranza. Il volto di Ligabue esprime dolore, fatica e mal di vivere. La speranza nell’umanità non è mai stata il suo forte e attraverso la sua pittura possiamo percepire l’essenza di un uomo desolato e esterrefatto.

La rassegna, rappresenta, come sottolineano i curatori, la volontà di riportare il lavoro di Ligabue ad una corretta interpretazione e valutazione sia critica che storica. Questa è un’occasione unica per allontanarsi da un’immagine che vede l’artista folle e completamente sommerso dai disturbi psichici e sottolineare invece il fascino della sua arte unica. Frammenti di incubi e situazioni al limite dell’angosciante fanno di Antonio Ligabue uno dei più grandi artisti visionari di tutti i tempi. L’ineguagliabile gusto decorativo che caratterizza tutti i suoi lavori e le tematiche rappresentate meritano un discorso profondo nel mondo dell’arte perché ci insegnano a trovare nella tragicità la bellezza più incantevole.

dal 17 marzo al 18 Giugno 2017

Scuderie del Castello Visconteo- Pavia

Flavia Annechini

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