L’essenza di Andy Warhol tra colori, suoni e luci

Al Complesso del Vittoriano, fino al 3 febbraio, la sorprendente mostra dedicata all’artista americano padre della Pop Art

Nell’anno del novantesimo anniversario della nascita di Andy Warhol, Roma ospita una straordinaria mostra che racconta i lavori del maestro della Pop Art.

Attraverso una serie di preziose creazioni provenienti da una collezione privata, la retrospettiva offre un viaggio a tutto tondo tra i colori delle meravigliose opere dell’artista nato a Pittsburgh,.

Al Complesso del Vittoriano, nell’Ala Brasini, l’esposizione – prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con Eugenio Falcioni & Art Motors srl e curata da Matteo Bellenghi parte dalle serigrafie della serie Campbell’s Soup, minestre in scatola che l’artista porta dagli scaffali dei supermercati all’Olimpo dell’arte.

Sono presenti i ritratti di Marilyn Monroe e Mao Tse Tung, sicuramente tra i più famosi, fino ad arrivare a lavori meno noti al grande pubblico ma comunque di immenso impatto visivo, come le rappresentazioni del Vesuvio e del pugno di Alì.

Tra le sezioni della mostra spicca quella dedicata alla musica, con le copertine che Warhol ha realizzato per album passati alla storia, come la celebre banana di The Velvet Underground & Nico nel 1967, o i provocatori jeans di Sticky Fingers (1971) dei Rolling Stones.

Ci sono, inoltre, le sezioni dedicate ai disegni e agli scatti con la Polaroid, che erano alla base delle sue opere.

Dalla sala con le opere raffiguranti le grandi icone dell’epoca si passa, infine, ad un piccolo scrigno musicale e colorato.

La mostra di Roma raggruppa più di 170 opere, in un percorso alla scoperta di luci, suoni e colori.

Prima di lasciare la mostra, non si può non farsi immortalare in un selfie in pieno stile Pop Art, per portare con sé un ricordo artistico, da postare e condividere sui social.

A New York, ma anche in giro per il mondo, Warhol ha incontrato e immortalato grandi divi come Liz Taylor, Sylvester Stallone, John Wayne, Valentino, Armani, Caroline di Monaco e Michael Jackson.

Gli anni ’70-’80 lo hanno consacrato, ma, quando al culmine della sua popolarità è venuto a mancare nel 1987 per una banale operazione, il mondo ha perso un artista visionario, capace di cambiare il concetto di arte, e che, probabilmente, al giorno d’oggi, con le nuove tecnologie, avrebbe saputo come continuare a stupirci.

Gianna De Santis