L’incanto delle Dolomiti, quel cuore di pietra che affascina tutto il mondo

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma per la prima volta in mostra le spettacolari immagini di Georg Tappeiner, che ritraggono le montagne riconosciute dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità

 

Si resta quasi incantati, forse anche rapiti, a guardare le spettacolari immagini delle Dolomiti. Una sorta di magia che non ti fa staccare gli occhi da quello che viene definito un monumento d’arte a disposizione di tutti e che l’Unesco ha riconosciuto dal 2009 come Patrimonio dell’Umanità, in virtù della loro “bellezza monumentale unica”.

Le Dolomiti, dette anche Monti Pallidi, sono un gruppo montuoso delle Alpi Orientali italiane, comprese nei territori di Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli, e toccano le province di Belluno, Bolzano, Trento, Udine e Pordenone. Uno spettacolo unico che va dai prati verdi alle torri di pietra, punto di congiunzione tra cielo e terra.

La bellezza straordinaria, l’importanza ambientale e scientifica delle Dolomiti è qualcosa che ti travolge e ti disorienta mentre si osservano le foto di Georg Tappeiner, per la prima volta in mostra fino al 2 settembre allo Spazio Fontana (via Milano 13, ingresso gratuito) del Palazzo delle Esposizioni a Roma.

Sono circa quaranta gli scatti di forza e poesia che il prestigioso fotografo espone in questa mostra intitolata “Dolomiti. Il cuore di pietra del mondo”. Lui esplora le Dolomiti dal 2005, dopo essersi dedicato negli anni a ritrarre paesaggi e a lavorare nel mondo pubblicitario. Tappeiner, originario di Merano, è quindi uno che vive le Dolomiti, le racconta nelle sue foto, le ritrae con tutti i colori che, dal sorgere al tramontare del sole, la natura regala all’occhio umano. Dalle Dolomiti – arte ed essenza della natura – alla fotografia, un’altra arte che rende merito alla bellezza, rendendo eterno l’attimo in cui l’immagine viene fermata.

L’allestimento nella Sala Fontana cattura il visitatore, che si sente parte integrante di queste montagne, che lo avvolgono come in un abbraccio, e gli regalo una vista mozzafiato e unica sul meglio delle Dolomiti: le Tre Cime di Lavaredo, il massiccio montuoso più importante, la Marmolada (3.343 metri sul livello del mare), ovvero la vetta più alta, una veduta dall’Altopiano del Puez, lo Sciliar, le Odle, il Gruppo del Sella e il Sass Ciampac.

Non sarà un caso se proprio la prestigiosa rivista “National Geographic” ha pubblicato per prima alcuni scatti di Tappeiner sulle Dolomiti e sulla cui scia è nata poi questa mostra. L’autore ha esposto una parte di questi scatti anche a Praga e a Zagabria.

Inoltre a supporto della mostra e del catalogo, i vertici del Palazzo Esposizioni, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti Unesco, danno al visitatore la possibilità di vedere un documentario (parte di un reportage di Piero Badaloni realizzato con la collaborazione di Fausta Slanzi, fotografia e montaggio di Nicola Berti). Il video mostra come tanti personaggi del mondo dell’arte, della musica, della scrittura si siano ispirati alle Dolomiti: il pittore Tiziano Vecellio, lo scrittore Dino Buzzati, il musicista Gustav Mahler, il fumettista Aurelio Galleppini (Galep è uno degli autori di Tex Willer) e tanti altri fotografi. Ma non c’è da sorprendersi, le Dolomiti hanno il potere di sedurre tutti coloro che dal vivo o attraverso una foto hanno la possibilità di incontrare le bellezza pura e incontaminata della natura.

Gianna De Santis