Luci e ombre sullo sport

La nuova capsule collection del brand svedese Björn Borg mescola le proprie radici sportive a un’estetica di design concettuale, fatta di linee minimal e contrasti monocromatici. 

Lo sport e il fashion design sono due mondi in apparenza molto lontani, quasi inconciliabili. In realtà, però, se ci si ferma un momento a riflettere, si può notare che sono accomunati dal desiderio di evadere dalla dimensione esistenziale comune, per seguire un’emozione che non è traducibile a parole e che può sprigionarsi lasciando il segno solo attraverso il corpo.

Probabilmente è per questa ragione che la nuova capsule collection in edizione limitata del marchio Björn Borg, specializzato da oltre vent’anni in linee di intimo e di abbigliamento sportivo, si è rivelata un grande successo.

Tutto ha avuto inizio quando il proprietario della sopra citata casa svedese e da cui quest’ultima ha ricavato il nome, l’ex campione mondiale di tennis, si è rivolto al disegnatore di moda londinese Craig Green. Lui è un giovane promettente che realizza capi innovativi e dallo stile inconfondibile. Fin dal lancio della sua prima linea, avvenuto nel 2013, il suo nome è rimasto sulla bocca di tutti, per via della profondità concettuale e della commovente teatralità che portava ogni stagione sulle passerelle. É il vincitore del British Fashion Award per designer emergenti, nella categoria abbigliamento maschile, dell’anno 2014. Ed è anche uno degli stilisti preferiti di Drake e Rihanna. Insomma, i presupposti per vincere la partita (questa volta lontano dai campi di Wimbledon) ci sono tutti.

I frutti di questa esclusiva collaborazione artistica sono stati raccolti a febbraio 2016, in occasione della settimana della moda di Stoccolma:  i capi della collezione autunno/inverno sono stati mostrati ai presenti nel quadro di una sorprendente presentazione statica, durante la quale ai modelli era stato indicato di  disporsi a piedi scalzi fra cumuli di terra e di sporcizia. Agli spettatori è stata offerta una visione silenziosa e monocromatica, scandita dall’alternanza fra i toni del nero e quelli del bianco-crema.

A stupire, tuttavia, sono stati in primo luogo i pezzi presentati: una perfetta combinazione fra la bellezza di animo utilitaristico ereditata dal marchio Björn Borg e l’idea di moda techno e all’avanguardia portata avanti con determinazione dal giovane fashion designer.

La convinzione di fondo, che legava ancora di più l’imprenditore al suo nuovo collaboratore, era quella di voler lanciare un indumento multifunzionale, adatto in egual misura agli uomini e alle donne, che non avesse caratteristiche specifiche per nessuno dei due generi: quindi, un indumento unisex.

Si trattava, tornando alla capsule, di appena diciotto capi sportivi, di cui cinque realizzati espressamente per essere indossati nel corso di vere e proprie performance atletiche. Tutti sposavano lo stile funzionale, pulito e minimale, in linea con la visione estetica di Green. La scelta della palette di colori neutrali, che potrebbe apparire discordante rispetto all’energia che solitamente evoca la pratica dell’attività sportiva, è stata ispirata dalla fascinazione che l’artista in quel periodo nutriva nei confronti dei contrasti luci-ombre.

Il velato omaggio all’icona del tennis si riscontrava in maniera particolare guardando alla decisione artistica di realizzare la maggior parte degli indumenti in tessuto piqué, tradizionalmente utilizzato per l’attrezzatura da tennis. Ma a dire il vero anche le predominanti forme circolari della linea, frutto di un interesse per i tratti semplici maturato da Green nel corso di precedenti esperienze asiatiche nella moda, evocano la sagoma delle palline da gioco.

Passando poi alle caratteristiche dei singoli elementi della collezione, ritroviamo una certa audacia nei disegni che, a primo impatto, fa assomigliare i modelli a tante figure sciamaniche, incappucciate e nascoste da ampi e lunghi lenzuoli. I look di punta includono ponchos trapuntati, pantaloni imbottiti e leggere giacche impermeabili in tessuto tecnico.

Il gioco di volumi ricercato è estremamente evidente: la maggior parte dei capi sono in formato oversize e cadono morbidi lungo il corpo; con la particolarità, tuttavia, di essere impreziositi da innumerevoli lacci e cordoncini, che consentono di stringerli e modellarli a piacimento sulle forme, soprattutto a seconda che siano maschili o femminili. Altri dettagli della gamma, altrettanto semplici e funzionali, sono rappresentati dalle cravatte regolabili e dalle tasche rimovibili. Fra tutti, l’accessorio più interessante è sicuramente lo zainetto reversibile con chiusura a sacco, riproposto da un look all’altro in diverse dimensioni e con alcune varianti, fra zip, piccoli fori traspiranti e nastri decorativi.

Martina Mannini