Max Ophuls, La giostra delle passioni

La nuova vita dei registi dimenticati.

A differenza di quanto predicevano gli stessi fratelli Lumière, loro inventori, il cinema non morirà mai. Esso si rinnoverà sempre perché, essendo arte, è insito in se stesso il cambiamento, la trasformazione ed anche il citazionismo.

Il 3 Luglio 2017 sono uscite in alcune sale italiane tre vecchie pellicole di un maestro del cinema dimenticato, tanto importante però da essere stato annoverato da Stanley Kubrick fra i suoi registi di riferimento: Max Ophüls. Tedesco di origine, Ophlus fu prolifico soprattutto in Francia ed è proprio al suo periodo fuori dalla sua terra natìa che appartengono Tutto finisce all’alba (Sans lendemain), Da Mayerling a Sarajevo (De Mayerling à Sarajevo) ed Il piacere (Le plaisir). La mente di questo progetto distributivo, chiamato Happy Returns!, è opera della società Lab 80 film, nata nel 1976 a Bergamo dopo la ventennale esperienza  nella promozione di cultura cinematografica che organizza proiezioni e rassegne di cineforum, fornisce servizi per realizzare e proiettare prodotti ed in ultimo, ma non meno importante, produce e distribuisce film, anche restaurati in digitale in 2K come in questo caso.                     

Dopo aver esordito con i classici americani con protagonista la bellissima Gee Tierney, Lab 80 si lancia nella riscoperta di Max Ophüls, un regista totalmente mitteleuropeo che affronta temi come la passione, la morte, la delusione, il tradimento con tre pellicole diverse per soggetto ed ambientazione ma riconducibili al grande carrozzone dei sentimenti e della vita. Si riuscirà ad apprezzare, così, la maestria di un regista dimenticato, ma che ha saputo caratterizzare magistralmente i suoi personaggi introducendo anche espedienti tecnici non irrilevanti, come i vivaci movimenti di macchina e le armoniose composizioni d’inquadrature, tutto enfatizzato da un perfetto restauro in bianco e nero. I film presentati in riedizione da Lab80 vanno, in ordine di visione, dal ’39, al ’40 al ’52 e non nascondono una visione moralistica, tipica di un certo cinema dell’epoca ma poco rilevante in Ophüls che appare invece assai moderno, cioè quella di sottolineare il valore delle virtù come accade a Evelyn (Edwige Feuillère) che, dopo essere stata provata da continui abbandoni, è pronta ad immolarsi completamente per amore.

Una certa vena moralistica la si scorge nitidamente nell’ultimo dei tre film, Le Plaisir, ispirato a tre novelle di Guy de Maupassant, dove si accarezza il sentimento del piacere attraverso il confronto con l’amore, la purezza e la morte. La stessa morte che si percepisce con chiarezza nel film a cavallo, Da Mayerling a Sarajevo, il quale racconta, in chiave storica, gli ultimi momenti di vita dell’arciduca Francesco Ferdinando e della moglie Sophie fra politica e vita personale. Un excursus per i veri amanti del vintage, per i cinefili curiosi, per i neofiti che non amano il cinema d’altri tempi e per chi è stanco della solita programmazione stagionale. Con questa operazione di recupero si rivaluta contemporaneamente tutto il cinema e si riescono a capire con fermezza le nostre radici culturali, il pensiero da cui proveniamo, che ha influenzato il nostro passato ed inevitabilmente il nostro presente.

Andrea Berardi

SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Sans lendemain ; De Mayerling à Sarajevo ; Le Plaisir

Regia: Max Ophuls

Genere: commedia – drammatico

Durata: 82′ ; 95′ ; 97′

Data di uscita: Luglio 2017

Nazione: Francia

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