Milano e la Mala: niente è illegale fino a quando non ti beccano

Storia criminale della città dalla rapina di Via Osoppo a Vallanzasca in 170 documentazioni.

La storia di una metropoli raccontata attraverso il suo lato più oscuro: quello intrigante, quello pericoloso, quello del brivido. Milano e la Mala è un’esposizione promossa dal Comune di Milano organizzata dall’Associazione Spirale di Idee con la Polizia di Stato in mostra a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine dal 9 Novembre 2017 all’11 Febbraio 2018 ( Martedì – Domenica dalle 10:00 alle 20:00. Giovedì 10:00 – 22:30 Prezzo 10€ – ridotto 8 €).

Si racconta di una Milano simile a Chicago negli anni 20, una storia della criminalità stanziata fra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni Ottanta espressa in fotografie, oggetti, giornali, verbali scelti dalla Polizia di Stato e curati da Stefano Galli. Quarant’anni di vita che tracciano il volto tragico del capoluogo lombardo in rapida ascesa economica, in cui i fatti reali sembrano usciti dalla penna di un grande scrittore di gialli. Un’idea di malavita romantica che verrà immortalata in brani indimenticabili segnando il sottofondo musicale di molte generazioni da Gaber, Ornella Vanoni a Nanni Svampa e Enzo Jannacci. Il percorso espositivo, ordinato cronologicamente, prende avvio dalla fine della seconda guerra mondiale con i primi gruppi improvvisati e si dipana attraverso la famosa rapina di via Osoppo del 1958, definita “il colpo del secolo”: L’assalto di sette uomini a un portavalori che s’impossessò di un bottino di oltre 614 milioni di lire senza neppure sparare un colpo. L’episodio rappresentò l’apice della Ligera, una forma di delinquenza tutta milanese che ebbe origine già nel XIX secolo, composta da piccoli gruppi criminali. D’altro canto nel ventennio 1960 – 1980 si sviluppa una nuova forma criminale strutturata in gruppi omogenei – anche di stampo mafioso – diretta al controllo del gioco d’azzardo, della prostituzione e del traffico degli stupefacenti. Tra i protagonisti di questa stagione nomi del calibro di Francis Turatello, Angelo Epaminonda e Renato Vallenzasca, che evocavano nei ricordi dei milanesi atmosfere da Far West. Questi tre personaggi avevano in comune le notti brave nelle bische – night club – circoli privati, l’amore per le belle donne e l’essere banditi. La mostra documenta tutte queste atmosfere, oltre a riportare in primo piano i quartieri della malavita: il Giambellino, l’Isola, la casba di via Conca del Naviglio e il Ticinese tra bar e osterie. Un importante approfondimento è rivolto anche agli eroici rappresentanti delle forze dell’ordine, in primis la Polizia di Stato con il commissario Mario Nardone, il futuro questore Achille Serra e tutte quelle vittime del dovere che con professionalità e dignità hanno contrastato e posto fine a quei tragici eventi. 

Furono tempi difficili dove, a tutti i costi, doveva essere contrastata l’arroganza di centinaia di malavitosi che volevano imporre con violenza i loro soprusi per denaro ma principalmente per esercitare potere. Voglia di spingersi oltre per risultare invincibile, sfidare la sorte, abbracciare la casualità facendo esperienza e senza insegnare nulla.

Federica Pesce

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