Narcos del Norte

Una “narcostoria” per raccontare la Guerra delle droghe.

Due le parole per affrontare la lettura di questo libro – narcomanta, messaggi contenenti minacce lasciati su lenzuola dai cartelli della droga, e necropolitica, il potere sovrano di chi decide chi deve vivere e chi morire – una la storia, o sarebbe meglio dire narcostoria, da cui prende avvio l’analisi storica sul proibizionismo armato di Stati Uniti e Messico.

Carmen Boullosa – scrittrice e poetessa messicana il cui lavoro è incentrato sugli studi di genere in Latinoamerica e sul Messico coloniale – e Mike Wallace – storico e insegnante universitario vincitore del Premio Pulitzer per “Gotham: A History of New York City to 1898” – si sono uniti per dare vita ad un romanzo che, partendo dalla vicenda dei quarantatrè studenti desaparecidos di Ayotzinapa, analizza la guerra alle droghe costruita da Stati Uniti e Messico per controllare i guadagni del narcotraffico e le popolazioni coinvolte. 

Quarantatrè studenti che, il 26 settembre 2014 a Iguala, hanno conosciuto la morte per mano dei narcos. Sequestrati, feriti a colpi di pistola, bruciati vivi e gettati in una discarica, le loro ossa frantumate per nascondere la strage. Complici gli uomini di stato. 

Perché se il sequestro e il massacro furono per mano dei Guerreros Unidos, noto gruppo criminale messicano, la consegna avvenne per mano della polizia locale che intercettò i tre autobus, all’interno dei quali viaggiavano i ragazzi, diretti a Città del Messico. Erano circa ottanta e volevano partecipare alla manifestazione del 2 ottobre (anniversario della morte di più di trecento manifestanti morti per mano della polizia).

Sei di loro morirono sotto i colpi delle armi di stato, venticinque furono feriti gravemente e dei restanti quarantatré si conosce la triste vicenda. 

Le indagini fecero finire sotto accusa il sindaco di Iguala e la moglie, arrestati dopo un mese di latitanza. Ciò che destò scalpore nell’opinione pubblica fu l’evidente coinvolgimento delle forze politiche e la totale assenza di responsabilità di colpa da parte delle Stato, i cui silenzi sono ancora oggetto di aspra polemica, sulla condotta delle forze dell’ordine.

Una storia che rappresenta lo scenario di un doppio crimine: quello verso le persone e quello che copre la verità dei fatti attraverso la modificazione e rimozione degli stessi. Un libro per far luce sulle vicende e le implicazioni torbide della collaborazione tra stato e criminalità.

Un libro che parla di necropolitica e di come massacri di giornalisti, cadaveri decapitati e trucidi quotidiani attirino le masse sempre più, di come una scritta minacciosa su un lenzuolo insanguinato («Questo è ciò che succederà a chiunque non capisca, il messaggio è destinato a tutti») scateni domande e curiosità in ognuno. 

Un dibattito sul narcotraffico e il suo coinvolgimento nella politica, un legame vincolante, attraverso una visione interpretativa antropologica e sociologica.

Eva Di Lorenzi

NARCOS_Copertina