Papa Francesco – Un uomo di parola

La straordinaria semplicità.

Fare cinema non significa soltanto inventare una storia. Spesso la settima arte ci ha restituito storie reali così incredibili da pensare che fossero romanzate. Racconta di uomini comuni che vivono parabole ascendenti verso il successo, la ricchezza e la gloria. Altre volte racconta esempi di vita e restituisce, a chi le guarda, la visione ravvicinata di un potente che vive, carico di responsabilità, di oneri morali e di rivoluzione, il proprio ruolo istituzionale.

È questa la storia incredibile ma vera di uno degli uomini più influenti del mondo: Papa Francesco. In occasione dei suoi cinque anni di pontificato è stato diffuso il trailer del film Papa Francesco – Un uomo di parola, diretto da uno dei mostri sacri del cinema mondiale, pluricandidato agli Oscar, Wim Wenders, che uscirà nelle sale italiane il 18 maggio prossimo.

Non si tratta di un film celebrativo sulla vita del pontefice, questo tipo di film tributo, spesso elargito post mortem, non appartiene al regista tedesco che ama invece occuparsi della vita, della contingenza e della realtà. Papa Francesco – Un uomo di parola è il film che documenta lo stretto contatto fra Wenders e Bergoglio, è una specie di viaggio intimo con il Santo Padre, durante il quale rivela le poprie idee e i messaggi cristiani rivoluzionari di cui è portatore, nonostante ateismo della nostra epoca. Il film si prefigge il compito di sottolineare il duro lavoro riformista della sua nuova Chiesa, che cerca di farsi sempre più vicina ai bisognosi ed alle istanze emergenti, quali l’immigrazione, le diseguaglianze economiche, la giustizia sociale e la salvaguardia dell’ecologia e della biodiversità. 

L’input per la realizzazione del docufilm è partito dal Vaticano stesso, per mano del prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, Monsignor Viganò, che ha proposto di  girare un documento sulle opere del Papa, invece che sulla sua vita, su ciò che concretamente ha fatto e sta facendo per il mondo intero, con l’esempio e la parola. Il regista tedesco, cui è stata data carta bianca e totale disponibilità da parte del Vaticano, ha dato alla pellicola, grazie a riprese ravvicinate, la forza di un cottatto diretto tra lo spettatore ed il pontefice, rendendo quindi possibile il dialogo fra le parti. 

Bergoglio non è affatto nuovo al contatto diretto con la gente e coi bisognosi, offrendo con semplicità parole di forza e di conforto. Quindi non è un caso che sia il primo capo della Chiesa ad darsi il nome di Francesco in onore al Santo di Assisi, riformista, fratello della Povertà, amante della Natura, pellegrino ed eremita fra gli uomini. Come il santo secoli prima di lui, Papa Francesco, con le sue opere, sta ribaltando tutti quei pregiudizi che stavano affossando la Chiesa, facendola rinascere secondo i dettami cristiani di carità e conforto.

La cifra stilistica di Wenders propone un uomo comune e straordinario visto da vicino: fotografia e sceneggiatura concorrono a regalarci un’interazione vera e possibile con il Papa, dando vita ad un dialogo che aderisce perfettamente alle numerose missioni per il mondo in cui lo ha accompagnato con la cinepresa, sia fra i più umili che fra i potenti della terra come presso alle Nazioni Unite, al Congresso degli Stati Uniti, allo Yad Vashem di Gerusalemme. 

Wim Wenders propone la sua personale lente d’ingrandimento su Papa Francesco, così come aveva fatto per Pina Bausch e Salgado, restituendoci un uomo diffidente e deluso dai poteri e dai potenti che governano questo mondo, ma soprattutto votato alla propria Fede e che tenta con ogni mezzo di ristabilire fiducia nei confronti della Chiesa e nel proprio operato.

Andrea Berardi

SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Pope Francis ·A man of his word

Regia: Wim Wenders

Genere: Documentario

Durata: 96’

Data di uscita: Maggio 2018

Nazione: USA

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