Parlami di Lucy

Storia di creazione e distruzione.

Ciò che facciamo sopravvive a noi stessi. A volte però anche ciò che non conosciamo esiste a nostra insaputa. Sembrano due spunti interessanti, ideali per un trip mentale infinito ed infatti è proprio così, anche se a farci avvicinare ad essi non sono chiacchiere sconclusionate di un folle, ma un nuovo intenso film che ci aspetta al cinema dal 19 aprile. Arriva infatti nelle sale italiane l’opera postuma di Giuseppe Petitto, il cineasta calabrese morto troppo giovane a 46 anni nel 2015, il quale, dopo ben tre anni, ci fa dono del suo ultimo film di cui non solo è stato regista, ma anche sceneggiatore e collaboratore al montaggio. Parlami di Lucy è il nome della sua ultima fatica, girata insieme all’attrice Antonia Liskova, che regge benissimo il peso di una parte che trascende la vita per scoprirne il mistero e che regge al lutto del suo regista, presentandosi e rappresentandosi con forza nella programmazione al botteghino.  

Parlami di Lucy è la storia di Nicole (la Liskova), una donna apparentemente perfetta con una certa mania di controllo che fomenta la sua severità ed il suo aspetto algido, di Roman, marito assente sia fisicamente che mentalmente, ex traditore e per questo continuamente vittima dei sospetti della moglie, e di Lucy, la loro figlia, una bambina chiusa e problematica. Nicole è una moglie incapace di poter amare il marito ed una madre apprensiva che viene improvvisamente tormentata da strani avvenimenti che pare disturbino la bambina e minaccino l’illusoria tranquillità della famiglia. Col tempo la donna si troverà a fare i conti con qualcosa che non conosce e che non sa come affrontare, isolata nella loro casa di montagna del Nord-Est alpino, in cui dovrà rapportarsi con oscure presenze e farà di tutto per liberarsene, percorrendo una strada discendente in cui sembra che, ad ogni passo  compiuto, questo misterioso “male” le si avvicini sempre di più.

Una storia claustrofobica, ambientata quasi esclusivamente all’interno della casa isolata della famiglia, circondata soltanto da montagne e abeti, un paesaggio da Overlook Hotel di kubrickiana memoria, un luogo che dapprima sembra piacevole ed ospitale, ma che si rivela in tutta la sua brutalità come una sorta di baluardo alla solitudine. Nel corso del racconto Nicole finisce per essere intrappolata nella sua stessa casa, preda delle sue stesse paure ed ombre, una dimensione bilaterale che vede da una parte le montagne, come prigione e allo stesso tempo come rifugio e anelito di libertà, il tutto costruito all’interno di una degna cornice musicale scritta da Teho Teardo. 

Una storia dalle forti tinte horror che si schiude come un vero e proprio dramma psicologico, in cui le menti dei personaggi vengono aperte, esaminate, analizzate assistendo alla naturale progressione che dal razionale passa inevitabilmente all’illogico, ad una dimensione assurda, fittizia, irreale. Un percorso che mira a far empatizzare lo spettatore con la protagonista, la quale compie un percorso formativo degno dei più celebri romanzi della tradizione letteraria del genere: alla fine del film Nicole sarà una donna completamente cambiata rispetto a quella che all’inizio avevamo additato come una rigida borghese.

Una storia che bada alla ricerca della sofferenza e alle sue origini, per osservare gli albori di un male che il più delle volte dimora in noi più di quanto non riusciamo ad immaginare. Parlami di Lucy vuole davvero parlare della bambina, della cura dell’infanzia alla quale Petitto prestava particolare attenzione, delle sue paure e delle sue ansie innescate da un clima familiare malsano. Il film diventa man mano che passano i minuti sempre più complesso ed intricato, incalzando un ritmo funzionale dal finale inaspettato.

Una storia dunque di creazione e di distruzione, alla luce degli avvenimenti reali della tragica scomparsa di Petitto, morto a causa di un incidente stradale, lui uomo di cinema attento e stimato documentarista, qui alla sua prima esperienza nel cinema di finzione, ma anche della simulazione scenica dove si combatte contro un mostro per debellarlo e ritornare ad una pace chissà poi quanto autentica. 

Andrea Berardi

SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Parlami di Lucy

Regia: Giuseppe Petitto

Genere: Drammatico

Durata: 84’

Data di uscita: Aprile 2018

Nazione: Italia, Svizzera, Slovenia

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