Per la prima volta a Roma i più rappresentativi maestri cinesi del ‘900

Al Complesso del Vittoriano fino al 9 settembre la più importante mostra di pittura a olio contemporanea mai allestita nella capitale

 

Sono 62 gli artisti cinesi che raccontano attraverso le loro opere la vita e lo spirito della tradizione pittorica contemporanea. Oltre 150 capolavori esposti per la prima volta a Roma nell’Ala Brasini del Complesso del Vittoriano fino al 9 settembre nella mostra intitolata Risonanza Cinese. Si tratta dell’esposizione più importante e ricca mai organizzata nella capitale sulla pittura a olio cinese, dopo i grandi successi ottenuti dalle esposizioni di Parigi e in Cina.

«La mostra offre una panoramica completa sulla pittura a olio contemporanea cinese e sulla sua progressiva evoluzione – spiegano gli organizzatori -, favorita anche grazie alla decisa azione riformatrice e strutturale che ha visto la Cina protagonista negli ultimi 30 anni». Un modo per esaltare e mettere in risalto il legame tra Oriente e Occidente e le influenze subite dalle correnti pittoriche cinesi anche grazie ai numerosi viaggi in Europa a cominciare dal XX secolo.

Soggetti e paesaggi dai colori intensi e vivi: così gli artisti orientali hanno rappresentato la vita, la cultura e lo spirito della loro tradizione con uno stile più moderno che ha preso spunto da nuove forme espressive e creative.

L’esposizione è stata curata dallo storico dell’arte e saggista Claudio Strinati, dal critico d’arte editore e direttore di Segni d’arte Nicolina Bianchi e dal direttore dell’Istituto di pittura a olio dell’Accademia Nazionale cinese di pittura Zhang Zuying. La mostra è stata possibile grazie al rapporto ormai consolidato con l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia.

Nell’esposizione ci sono le opere di Zhan Jian Jun (classe 1931), Jin Shang Yi (classe 1934), Zhang Zu Ying (classe 1940), Luo Zhong Li (classe 1948) e Yang Feiyun (classe 1954), Quan Shanshi (classe 1930), Xu Jiang (classe 1955) e Chao Ge (classe 1957), solo per citare alcuni degli artisti che espongono a Roma. I loro capolavori danno una chiave di lettura inedita per le tre sezioni tematiche in cui è suddivisa la mostra: il significato della vita, il pensiero umanistico e la terra dell’anima. Tutto il percorso espositivo è uno specchio della civiltà in continuo fermento, cambiamenti sociali e culturali che hanno segnato la storia della Nazione.

«Risonanza cinese – suggerisce la curatrice Nicolina Bianchi – allude a una sorta di riverbero globale dell’universo Cina e si configura come un originale cross road a rappresentare l’inedita saldatura con la tradizione del Rinascimento italiano e del Romanticismo pittorico dell’800 europeo».

Gianna De Santis