Quando la violenza diventa arte

A Milano la personale di Teresa Margolles che denuncia la società della violenza.

Dalla medicina legale all’arte contemporanea. Dopo anni passati all’insegna della lotta contro la violenza sistematica della società contemporanea, dopo aver visto con i propri occhi cosa comporta la guerra contro il narcotraffico e cosa può rappresentare per una città, Teresa Margolles racconta, con il crudo realismo che la distingue, il dramma del suo Messico, oggi considerato uno dei paesi più pericolosi al mondo.

Nata a Culiacán, nello Stato di Sinaloa, oggi l’artista vive e lavora dividendosi tra Madrid e Città del Messico. In occasione delle settimane in cui Milano si affaccia al panorama internazionale con la fiera d’arte contemporanea MiArt e il, caotico e internazionale, Salone del Mobile, Teresa Margolles presenta la Serie Ajuste de Cuentas al PAC, il Padiglione d’Arte Contemporanea.

Ecco allora esibite ben quattordici installazioni minimaliste per parlare di tematiche forti come: corruzione, ingiustizia sociale, odio di genere. La sensibilità della Margolles riesce a costruire un percorso fatto di orrore e bellezza. Un gioco di forze brutali che portano a distruzione e morte. La violenza invade ogni spazio. Il dramma diventa narrazione. 

A comporre gli spazi espositivi ritornano gli ultimi elementi di vita che l’artista raccoglie in strade e obitori, come piccoli oggetti, frammenti di edifici, fluidi corporei. Chi si avvicina viene travolto emotivamente e risucchiato in un vortice di atrocità. L’osservatore non è solo chiamato a guardare ma a diventare testimone oculare di scenari violenti e disumani. L’artista sfida le tradizionali strategie cognitive e arriva a sfumare i confini tra ascolto, testimonianza ed esperienza.

Non solo la violenza come brutale atto politico sarà il fulcro dell’esposizione, anche degli orrori e della complessità della società contemporanea verranno messi in scena: lo sfruttamento, varie vicende di abusi, il lavoro irregolare, i rapporti di subalternità costruiti dai sistemi di potere ed anche la costante sparizione di donne in diverse città messicane. 

La ricerca espressiva dell’artista, dalle radici messicane, vuole dar voce alle vittime, che siano tali per genere o per condizione di emarginazione. Una di loro è Karla, prostituta transessuale assassinata a Ciudad Juárez, alla quale l’artista in persona ha dedicato una performance tributo durante l’Art Week.

Nonostante la brutalità che traspare dalle sue installazioni, Margolles non lascia niente al caso e la violenza non soffoca il genio creativo: ogni opera è e deve rimanere un pezzo d’arte. Una mostra capace di scuotere l’anima. 

In mostra fino al 20 Maggio 2018 presso il PAC di Milano; Via Palestro 14.

Cecilia Trezza

Teresa Margolles_PAC Milano_29A8777-2_photo Nico Covre, Vulcano_preview.jpeg

Teresa Margolles_PAC Milano_29A8922__photo Nico Covre, Vulcano_preview.jpeg

Teresa Margolles_PAC Milano_29A8928__photo Nico Covre, Vulcano_preview.jpeg

Teresa Margolles_PAC Milano_29A9037__photo Nico Covre, Vulcano_preview.jpeg