Quasi niente

Il nulla e il tutto nella semplicità della vita di una volta.

La vita di ogni giorno scorre frenetica. Impegni, appuntamenti, colloqui, commissioni, scadenze, imprevisti. Sia che siate lavoratori o studenti, saprete bene che il tempo libero è sempre limitato e a volte si ha come l’impressione che sfugga dalle mani.

Se però alla sera, magari dopo cena, trovate mezz’oretta libera da dedicare alla lettura, Quasi niente fa al caso vostro. Fa al caso vostro, ma generalmente fa al caso di un po’ tutti, perché narra di una quiete antica che nella fretta dei giorni attuali è difficile da ritrovare. Vi sembrerà di essere davanti al caminetto, o in giardino d’estate tra i grilli, ad ascoltare i vecchi racconti dei nonni. Anna, Silvio, Cecilia, Tin sono uomini e donne protagonisti di storie datate ma sempre attuali: storie in cui si dialoga, in cui ci si mette a confronto senza timore, talvolta rivelando le proprie debolezze, quelle che invece preferiremmo celare. Sono racconti dove emergono la sconfitta, la fragilità, il desiderio, la pace interiore, la lealtà, ma anche le radici, il silenzio, il senso del limite e ovviamente l’amore: il nulla e il tutto nella semplicità della vita di una volta. In altre parole: sono racconti preziosi, da conservare con cura e rileggere non appena la memoria attenua il loro ricordo preciso.

I protagonisti di questo nuovo gioiello (mi piace definirlo così, anche se non si tratta di un diamante o un collier) non sono personaggi leggendari da ricercare nei libri di storia, ma portano con sé dei messaggi illuminanti. Mentre oggi l’aggettivo “irrinunciabile” viene utilizzato con eccessiva frequenza per qualsiasi cosa futile ci dia una parvenza di benessere, questi “filosofastri” ci fanno riflettere sui comportamenti e sulle abitudini odierne, mostrando quanto la sapienza di una volta fosse l’unico, irrinunciabile strumento per una tranquilla e piacevole vita di comunità.

Nell’epoca odierna, dominata dal desiderio del successo facile e veloce, dell’arricchimento come obiettivo primario e della vittoria sugli altri, gli autori Mauro Corona e Luigi Maieron riportano in auge valori che rischiano di andare perduti. 

Mentre per Corona, scrittore di Erto, non è decisamente il primo approccio alla scrittura di un romanzo, Luigi Maieron si dedica prevalentemente alla poesia e al canto. Quasi niente nasce da un loro recente incontro, culminato in una conversazione ricca di ricordi d’infanzia e volta all’analisi di come il passo incalzante del tempo abbia cambiato il modo di vivere di ognuno di noi. Da quel pomeriggio insieme è nata una testimonianza preziosa di un tempo in cui i valori venivano vissuti con concretezza e non per moralismo. 

Quasi niente è edito da Chiarelettere, casa editrice indipendente milanese, e la sua copertina, che ritrae un picco innevato con delle impronte umane, ha uno stile vintage, retrò, romantico. Anche perché quelle impronte potrebbero essere le ultime tracce di un mondo duro, feroce, ben diverso da quello che conosciamo oggi, ma che ha ancora molto da insegnarci. 

Greta Favatà

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