Il Rinascimento nell’era digitale

A Milano fino al 1 marzo, la mostra che ci riporta indietro nel tempo ma che guarda avanti, grazie a due artisti ungheresi e al progetto BudArtPest.

Nel cuore di Milano, a due passi dai Navigli, dal 2009 Area35 Art Gallery promuove e ospita eventi d’arte e non solo. L’obiettivo è favorire scambi culturali tra artisti italiani e internazionali a livello multidisciplinare, tramite contatti creati con alcune gallerie locate in Spagna, Ungheria, Polonia, Slovacchia, e grazie alla collaborazione con Paesi come Francia, Danimarca, e Argentina. 

Dopo tantissime mostre dedicate ad artisti affermati ed emergenti, Area35 aderisce al progetto BudArtPest, presentando due pittori ungheresi. Il programma ha lo scopo di  instaurare e sostenere relazioni culturali internazionali, servendosi dell’arte degli artisti ungheresi e della comunità intellettuale mitteleuropea. Nasce da qui l’idea di organizzare la mostra “Renaissance Now. Mozes Incze e Alexandra Nadas”, a cura di Lena Ilona Orosz, inaugurata il 30 gennaio.

In esposizione si possono trovare rappresentazioni delle tradizioni culturali che accomunano l’Italia e l’Ungheria: temi principali sono il legame con il Rinascimento e l’accostamento di nuovi valori dell’attualità, legati al mondo virtuale e alla società iperconnessa. 

Mozes Incze – Classe 1975, diplomato alla Hungarian University of Fine Arts e cofondatore nel 1997 della Élesd Art Colony, la quale ha fornito un fondamentale contributo qualitativo al panorama artistico ungherese. L’artista si basa sulla tradizione pittorica europea per proporre un’arte che richiama un gusto fortemente classico e rinascimentale, disturbato però da un elemento che minaccia il tradizionale rapporto uomo-natura: il “Linguaggio Macchina”, sovrano indiscusso nell’era del digitale. Le ambientazioni create sono spesso legate a un mondo cibernetico, desolato, senza tempo, governato solamente da schermi led e prese di corrente, in cui la figura umana viene talvolta relegata a quel delicato cerchio di nastro rosso, diventato negli anni la firma dell’autore. Le regole della natura vengono sostituite dal linguaggio della macchina virtuale e si assiste a un processo di scomposizione creativa, in cui le sostanze indefinite prendono vita e assumono il controllo sulla forma solida: questa è la visione del rapporto di complicità e schiavitù con l’intelligenza artificiale.

Alexandra Nadas – Nata a Budapest nel 1974 e diplomata come il collega alla Hungarian University of Fine Arts, ha ricevuto diversi riconoscimenti, anche istituzionali, di grande pregio. L’artista si lega alla tradizione tecnica e stilistica rinascimentale,  ma proponendo allo stesso tempo una lettura in chiave contemporanea. Il suo intento è proprio quello di offrire un’interpretazione del presente attraverso l’espressione del passato. Gli elementi architettonici non sono più elemento archetipico di solidità come per il Rinascimento, ma vengono reinterpretati in chiave narrativa, con case e piazze riprese dalla vita intima e quotidiana. Assume invece un ruolo centrale il ritratto, in particolare delle madonne profane, riprese dalla tradizione in tutta la loro maestosa e imperturbabile bellezza. 

La mostra sarà disponibile fino al 1 marzo e, da quest’anno,  affiancata al grande spazio espositivo che ospita Renaissance Now, c’è la Project Room, un’area dedicata a giovani artisti emergenti e creata per il coinvolgimento del pubblico.

Cecilia Trezza