Scatti rubati a New York

Istantanee di una città glamour e undergorund. Ecco la collezione SS18 del giovane designer Daniele Carlotta.

Siamo a New York, quella glamour e underground, protagonista delle memorie fotografiche di Meryl Meisler Marisol. Anzi a Bushwick, una delle aree di Brooklyn più vivaci e popolari tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80. è questo lo scenario che il giovane designer siciliano Daniele Carlotta, vincitore del concorso Who is On Next? nel 2013,  ha immaginato per dare vita alla propria collezione SS18. 

Una serie di istantanee che “scendono in strada” durante la New York Fashion Week ed immortalano coloratissimi attimi di vita del fervente e movimentato quartiere, in cui le modelle aspettano la metro o passeggiano per le strade della città, sbarazzine e spensierate, nei loro leggerissimi e romantici dress iper-colorati, in seta, tulle e chiffon, decorati da ricami e piume di marabù. 

Un vero e proprio omaggio alla città che non dorme mai ed all’arte contemporanea che spesso si è ispirata e si  ispira tuttora a questa magnifica atmosfera sprigionata dalla caotica e modernissima New York. Omaggio che risulta visibile nei tessuti scintillanti utilizzati, negli effetti glitter delle giacche e nei fitti ricami realizzati in pietre e Swarovski, che vanno ad arricchire ogni pezzo della collezione, facendo riferimento ai dancefloor dei locali, che si affacciano su ogni vicolo ed ogni strada. Ma anche ricami graffiti, che vanno ad arricchire i fluidi abiti in seta, ricordando la New York contemporanea dell’artista Jean-Michel Basquiat. E poi reti in tulle nero che si sovrappongono ad impalpabili chiffon e georgette plissettate, sete spalmate che si uniscono armoniosamente a cotoni ed organze tecniche, matelassé schizzati di vernice lurex, giacche oversize in versione maschile e lunghi k-way tecnici, dal sapore underground. Insomma, una collezione, questa, che si basa su forti contrasti. 

Contrasti tra linee rigide e soffici e spumeggianti volumi. Ma anche giochi di silhouette e lunghezze dove la haute couture di lunghi abiti da sera sfiora i marciapiedi umidi della metropoli, mentre mini abiti da cocktail si indossano sotto bomber oversize in matelassé lurex ed immacolate camicie in popeline bianco vengono abbinate a  lucidi pantaloni e minigonne in vinile ornati da ricami floreali astratti.

Insomma è come se ogni capo volesse cogliere il riverbero di un flash, come su un red carpet immaginario, in cui il palcoscenico principale è la frenetica vita di tutti i giorni. Una sorta di favola moderna, in cui giovani principesse combattono il caos quotidiano a colpi di fashion, glamour ed haute couture.

Chiara Marconi