Sette italiani alla conquista di Parigi

A Bologna, fino al 25 febbraio, la storia espositiva del gruppo di René Paresce e degli Italiani a Parigi.

Una ricerca filologica e storico-artistica durata ben quindici anni. È questo il punto di partenza che ha portato alla realizzazione della mostra René Paresce. Italiani a Parigi. Campigli, De Chirico, De Pisis, Savinio, Severini, Tozzi, a cura di Rachele Ferrario, storico e critico d’arte contemporanea che nel 1998 ha scoperto un nucleo di quarantacinque opere inedite proprio di Paresce.

Tra gli spazi bolognesi del Museo e Oratorio di Santa Maria della Vita ecco allora esposta una selezione di 73 opere del gruppo degli Italiani a Parigi: una straordinaria storia figurativa che ripercorre il cammino di Paresce e dei suoi compagni e ci trasporta nell’ambiente artistico, letterario, politico ed economico di Parigi tra il 1928 e il 1933. La Ville Lumière in quegli anni è la culla dell’arte moderna e accoglie artisti e personaggi di rilievo da tutto il mondo, specialmente dall’Europa. Un passaggio obbligato. Lo sa bene René Paresce (1886-1937), che nel 1912 lascia Firenze per trasferirsi nella capitale francese e qui coltiva amicizie facoltose, come quella con Modigliani o con Picasso, ed entra a far parte dell’École de Paris. Solo diversi anni dopo incontrerà l’esperienza artistica degli Italiens, per poi diventarne il protagonista. 

Con la loro arte, gli italiani stabilitisi a Parigi riuscirono ad acquisire un ruolo fondamentale nella sperimentazione tecnica e a farsi spazio tra i tantissimi artisti stranieri che si confrontavano in città. Una perfetta reinterpretazione della tradizione italiana in chiave classica e onirica. La loro abilità di sposare modelli antichi al moderno ha fatto scuola e ha cambiato il modo di pensare l’arte.

Non stupisce che la mostra punti i riflettori su René Paresce, un intellettuale a tutto tondo, laureato in fisica, capace di spaziare dalla pittura al mondo del giornalismo. Partendo da lui, si darà poi spazio alle altre personalità del gruppo de Les Italiens de Paris: da Massimo Campigli a Giorgio De Chirico, da Alberto Savinio a Gino Severini, passando per Filippo De Pisis e Mario Tozzi. Il racconto viene tracciato ripercorrendo la storia espositiva del gruppo e presenta, quando possibile, le stesse opere delle esposizioni parigine. Accanto alla sezione dedicata a Paresce, che presenta i suoi disegni e i dipinti olio su tela e gouaches, vi è quella inerente al gruppo degli Italiens, con opere provenienti da collezioni pubbliche (Fondazione Boschi Di Stefano – Museo del Novecento a Milano, Mart a Rovereto).  

L’esposizione apre una pagina su un periodo di grande splendore per la storia dell’arte italiana di questo periodo, proprio grazie al focus sulla Parigi degli anni 20 e 30. Un appuntamento imperdibile per chi ama l’arte moderna. 

Cecilia Trezza