Soluzioni architettoniche

Kaunas tra le due guerre e l’architettura modernista

Partire alla scoperta dell’architettura di Kaunas, la seconda città della Lituania, destinazione affascinante e meno conosciuta, è decisamente un’idea non convenzionale. Meta insolita, fuori dagli schemi che riesce a stupire per i suoi quartieri, i suoi palazzi, i suoi edifici e le sue infrastrutture, gioielli che custodisce con fierezza e anche un po’ gelosamente. Percorrendo le strade di Kaunas, ricche di storia, si respira tuttora il periodo della sua espansione avvenuta nel mezzo delle due guerre mondiali, tra il 1918 e il 1940. All’epoca era capitale provvisoria della neonata Repubblica indipendente della Lituania e il lascito di quegli anni è percepibile soprattutto osservando lo stile architettonico: si tratta del modernismo, uno stile che segna una rottura con il passato e che cerca di sviluppare forme inedite, facendo tesoro delle nozioni di altre correnti moderniste in Europa. Uno stile unico che trova spazio tra le caratteristiche locali e presenta aspetti diversi a seconda di dove si sviluppa, cercando di contrastare l’estetica industriale, squallida e di cattivo gusto. Questo movimento è la più evidente conseguenza delle trasformazioni politiche, sociali e culturali di quella fase, è il frutto di scelte estetiche autentiche che l’hanno resa unica, così tanto da essere in nomination, da gennaio 2017, per diventare un sito patrimonio dell’UNESCO. Quella che vi proponiamo è una passeggiata con il naso all’insù e macchina fotografica al collo, pronti a immortalare le meraviglie architettoniche di questo capoluogo che dista un centinaio di chilometri da Vilnius, la capitale.

Il Palazzetto dello Sport, nome vero Arena Zalgiris, al 5 di Perkūno, progettato tra il 1938 e il 1939 dall’architetto Anatolijus Rozenbliumas, fu costruito per l’accoglienza delle partite di basketball delle squadre lituane, in quegli anni era l’unico spazio per quel tipo di sport. Attualmente ospita eventi sportivi, musicali e culturali grazie alla sua capienza, già all’epoca i posti disponibili erano 3500. L’Arena diventò famosa quando accolse il campionato europeo, nel 1939. L’Ufficio centrale delle Poste, fu concepito nel 1931 da Feliksas Vizbaras ed è un esempio lampante del modernismo del paese. Si trova al 102 di Laisvés e rievoca lo stile del posto per tutta una serie di elementi che lo caratterizzano: le incisioni nel legno sulle finestre, le cornici di cemento e il pavimento in ceramica che riporta un motivo locale. Il Cinema Romuva, al 54 di Laisvés, ideato da Nikolajus Mačiulskis, fu il primo cinema moderno; attualmente ancora funzionante, già all’epoca della sua inaugurazione, dopo la realizzazione tra il 1038 e il 1940, contava 687 posti. Il Museo Nazionale d’Arte, al 55 di Putvinskio, espone le opere artistiche del pittore Mikalojus Konstantinas Čiurlionis (1875-1911); la sua carriera fu piuttosto poliedrica dato che fu anche compositore e l’influenza della musica è ben visibile agli occhi di tutti nei suoi dipinti. Nella sala della musica si possono ascoltare le sue composizioni, mentre la galleria raduna le sue opere. Da non perdere assolutamente le funicolari, ce ne sono due e sono le uniche nei paesi baltici: Žaliakalnis e Funicolare Aleksotas; la prima, che collega la città con la Basilica della Resurrezione è una delle più antiche e ancora funzionanti in Europa. La seconda fu costruita successivamente e funge da tramite per congiungere la città e la collina. Il Museo della Guerra Vytautas il Grande, che si trova all’indirizzo K. Donelaičio 64, fu eretto tra il 1929 e il 1936 da vari architetti tra cui Vladimiras Dubeneckis ed è un compromesso tra modernità e tradizione; questo museo conserva le foto, oggetti, reperti e documenti dell’occupazione nazista e sovietica. La Basilica della Resurrezione, menzionata poco fa, è l’esempio più notevole di architettura sacra e si trova al 31 di Žemaičių. Notevole anche per le sue dimensioni, la chiesa rappresenta l’indipendenza e la resurrezione del popolo lituano; aprendo una breve parentesi storica, è giusto ricordare che nel 1952 diventò una stazione radio fino al 1990.Infine, vi segnaliamo il Municipio, soprannominato il “Cigno bianco” per via del suo colore e della sua eleganza; costruito nel 1542, esso si trova nella piazza omonima e presenta elementi barocchi e classici, ma nel corso degli anni ha cambiato spesso volto.

Sara Ferrarini