Sotto quale bandiera

Anna Witt, giovane artista al Museo Belvedere 21 di Vienna.

Fino al 27 maggio al Museo Belvedere 21 di Vienna è possibile visitare la mostra Human Flag, a cura di Luisa Zieja, dedicata alla giovane artista Anna Witt. La mostra fa parte del programma Spirit of 68 dedicato ai movimenti di lotta del Sessantotto, alle loro conseguenze ed alle loro ricadute nella società contemporanea.

Il lavoro e la ricerca di Anna Witt si concentrano, infatti, sul tema del lavoro, sui meccanismi di potere che esso porta con sé e sugli immaginari che genera e plasma per i modelli di vita attuali. La sua pratica artistica è partecipativa e coinvolgente, incentrata sull’uso del corpo e sulle relazioni. Con i suoi video e le sue performance, Anna Witt crea spazi di azione per partecipanti casuali o selezionati, in cui le gestualità convenzionali e le comunicazioni verbali e non verbali diventano elementi tramite cui ripensare alla società, al vivere insieme e al confine fra il sé e l’altro.

Belvedere 21 ospita la prima personale dell’artista presso un’istituzione austriaca, e propone per l’esposizione alcuni lavori passati e delle installazioni video inedite Beat Body (2016-2018) e Body in progress (2018), quest’ultima realizzata appositamente per l’occasione. Le riprese di Body in progress, difatti, si sono svolte nell’area adiacente al museo e alla Stazione Centrale di Vienna, una zona in forte sviluppo urbanistico. Nel video a 5 canali alcune ginnaste, specializzate in ginnastica calistenica, eseguono l’esercizio della bandiera umana, il più complesso di questa disciplina. La pratica della ginnastica calistenica consiste in esercizi a corpo libero che si possono svolgere ovunque, richiede grande impegno e autodisciplina, caratteristiche che contraddistinguono anche il mondo del lavoro odierno. Il video è accompagnato da un testo in cui l’artista riporta le brevi interviste, effettuate ai lavoratori delle aree limitrofe, riguardo le loro esperienze a proposito del lavoro e del potere, le utopie e la rete di relazioni fra individuo, lavoro e società.

Per la video installazione a 3 canali Flexitime (2010), Anna Witt ha chiesto ai passanti di posare di fronte alla telecamera con il pugno chiuso alzato, storico gesto dei movimenti operai, permettendo di stabilire autonomamente per quanto tempo mantenere la posa. La semplice possibilità di decidere liberamente per quanto tempo tenere in alto il pugno ha portato i partecipanti ad assumersi la responsabilità di stabilire quanto tempo rendesse giustizia a quel gesto.

Under the Pavement (2016) raccoglie testi e testimonianze del lavoro svolto dall’artista per la realizzazione di Beat Body (2016-2018), opera inedita, qui per la prima volta in esposizione. In quest’ultima video installazione Anna Witt dà vita a un monumento performativo dedicato alle sex workers berlinesi di Kurfürstenstraße. L’artista ha trascorso del tempo con loro e ne ha registrato i battiti cardiaci. Ciascuna di queste registrazioni, ritratti intimi e individuali, è stata usata come base sonora per le ballerine di pole dance di un nightclub della stessa zona. I corpi delle ballerine e i battiti cardiaci delle sex workers restituiscono una presenza fisica duplice e sottolineano il valore di ogni singola vita umana.

Maria Pia Bevilacqua

Human Flag
Mostra di Anna Witt a cura di Luisa Ziaja
28 febbraio – 27 maggio 2018
Belvedere 21
Arsenalstraße 1, 1030 – Vienna
Dal mercoledì alla domenica dalle 11.00 alle 18.00

Mercoledì e venerdì dalle 11.00 alle 21.00

Ingresso: 8 €
Ridotto 6 €
Tessera annuale Belvedere 21 21 €
Ingresso gratuito fino ai 18 anni.
www.belvedere21.at
per info: info@belvedere.at 

DIDASCALIE

1 – 5. Anna Witt, Body in Progress, 2018. Courtesy l’artista e Galerie Tanja Wagner, Berlino.