Space players

René Lacoste e la conquista dello spazio.

1933. René Lacoste, stella acclamata del tennis francese, si ritira dalle competizioni per dedicarsi al mondo dell’abbigliamento sportivo, in particolar modo a quel “modello 1212” che lui stesso dalla fine degli anni 20 aveva iniziato ad indossare sul campo da gioco.

Nato dal sapiente incrocio fra una camicia ed una t-shirt (all’epoca considerata come un capo intimo) diventerà l’icona indiscussa del marchio resistendo allo scorrere degli anni quasi senza subire modifiche. Un piccolo coccodrillo cucito sul lato sinistro, – il soprannome di René sul campo – i bottoni naturali in madreperla, sempre uno diverso dall’altro, ed i colori sgargianti rendono impossibile indossare la sua polo senza sentirci un po’ noi stessi in competizione al Roland Garros, con una vecchia racchetta di legno in mano, il vasto campo di terra rossa sotto i nostri piedi e le ovazioni del pubblico sugli spalti.

Al termine della brillante carriera tennistica, Lacoste riscopre l’amore per lo spazio, sognando di viaggiare nella galassia e cimentandosi nell’industria aereospaziale.

Dedicata ad una poco conosciuta sfaccettatura della sua mente visionaria, la nuova collezione FW 2017 sfila sulle note incalzanti di quella che potrebbe essere la perfetta colonna sonora di un film fantascientifico, in un’ambientazione dai richiami interstellari.

A susseguirsi in passerella sono eroi dell’aviazione e pionieri dell’era spaziale, una carrellata di uniformi di ispirazione anni 50, con un richiamo al grunge ed alle subculture giovani degli anni 90.

Felipe Oliveira Batista, direttore creativo di Lacoste, disegna così una collezione moderna fra heritage e futuro, storia ed high-tech, rimanendo sempre fedele alla storia del brand.

La sfilata si presenta come un susseguirsi di capi dalla silhouette morbida, un’alternanza di modelli maschili e femminili, accumunati dall’uso dei medesimi tessuti e colori. 

A differenziare i generi sono le calzature: stivaletti a punta morbidi sulla caviglia per la donna, abbinati a gonne in prevalenza sopra il ginocchio e confortevoli pantaloni svasati sull’orlo, sneakers bianche dall’allure tennistica per l’uomo, affiancate da mise composte da pantaloni ampi, maglie e capispalla dal collo alto.

Particolare attenzione per i dettagli, che sebbene essenziali sono l’elemento che caratterizza ogni capo, come le zip che aprono le scollature, i capi per intero e le maxi tasche su tute e pantaloni, elementi di praticità e chiaro rimando all’ispirazione di fondo.

Il quasi totale monocromatismo per le prime uscite viene interrotto da intarsi di pelle multicolore, su tute e cappotti, e geometrici collage di velluto, sugli abiti dall’allure sportiva. A sprazzi compaiono camicie e scamiciati dalle fantasie scozzesi, a quadri, e maglie con illustrazioni spaziali in un’alternanza di colori cupi ed accesi.

Ultima in ordine di analisi, ma non di importanza, la palette. Pur componendosi di tonalità abbastanza neutre, ricopre un ruolo di fondamentale importanza nell’evidenziare i piumini in nylon, i cappotti lunghi fino ai piedi in pelle ed i dolcevita rigati in maglia. Si incomincia con il nero incorniciato dal marrone in sfumature testa di moro e terra di siena, il sabbia ed il chiaro blu acciaio, intervallati da outfit completamente in giallo ocra, pesca e lilla, per terminare infine con un tripudio di rosso cremisi e blu di prussia.

Sofia Barzaghi