Storytelling: dov’è il confine fra oriente e occidente?

Prada Rong Zhai inaugura a Shangai con la personale dell’artista Liu Ye

A circa un mese dall’apertura dello spazio cinese di Prada Rong Zhai, viene inaugurata la mostra Storytelling, personale dedicata all’artista Liu Ye a cura di Udo Kittelmann.

Dal 10 novembre 2018 al 20 gennaio 2019, l’artista cinese presenta a Shangai una raccolta di circa trenta opere pittoriche, attraverso le quali racconta la sua intimità e la sua personale visione del mondo, a metà fra l’oriente e l’occidente.

Appena un mese fa, il 12 ottobre, la celebre casa di moda aveva aperto le porte della nuova sede di Shangai, Rong Zhai, antica dimora cinese del 1918 nel cuore della città, che sarà dedicata a sfilate e alle iniziative culturali del Gruppo Prada in Cina.

Il progetto di restauro era iniziato nel 2011, terminando sei anni dopo.

Il risultato dei lavori è un dialogo perfetto fra Milano e Shangai, un equilibrio fra tradizioni artistiche e maestranze orientali e occidentali.

Il restauro, infatti, è stato realizzato da un team di artigiani cinesi e italiani che, con la massima cura dei dettagli e rispetto dell’architettura originale, hanno saputo restituire alle stanze il loro antico splendore. Dopo l’inaugurazione del 12 ottobre, che si è protratta fino al 17 in un susseguirsi di eventi, il programma culturale di Prada Rong Zhai ha aperto al pubblico il 10 novembre la prima mostra organizzata nel nuovo spazio con la personale dedicata all’artista cinese Liu Ye.

Storytelling presenta una selezione di trenta opere, realizzate dal 1992 a oggi, attraverso le quali è possibile esplorare l’immaginario intimo e sensuale dell’artista.

Le tele mostrano quel dialogo serrato che Liu Ye instaura fra elementi della tradizione artistica orientale e occidentale.

Atmosfere fiabesche e oniriche in cui i personaggi, spesso infantili, restano sospesi in una temporalità altra e aliena, come in una tensione fra il non ancora e il mai più che si risolve in un per sempre.

Le ampie campiture di colori vivi rimandano direttamente alla tradizione astratta occidentale, in particolare di Mondrian e Klee, artisti che Liu Ye cita anche esplicitamente, grazie ai quali ha sviluppato il proprio sguardo e i suoi processi creativi durante la permanenza in Europa.

Nato nel 1964 a Pechino, l’artista si è formato in Cina prima e in Germania e Olanda poi, grazie anche alla partecipazione a programmi di residenze artistiche.

La sua tensione fra i due mondi, o, potremmo dire in senso geografico, fra i due continenti, gli ha permesso di maturare un immaginario altro.

Nel suo universo onirico convivono, infatti, due tradizioni millenarie cariche di storia e di cultura artistica molto diverse fra di loro.

In questo mondo personale e intimo, ogni contraddizione, ogni tensione e ogni elemento di eterogeneità trova una soluzione dai toni pacati e ironici, dove tradizione e invenzione si mescolano fondendo insieme elementi dell’astrattismo europeo e della tradizione culturale cinese.

In questo senso, ogni opera di Liu Ye è una forma di autoritratto introspettiva e impenetrabile.
Proprio per questo stare in bilico fra oriente e occidente, Storytelling è l’inizio perfetto delle attività culturali di Prada Rong Zhen.

Maria Pia Bevilacqua