Tra le vie di Montmartre

A Milano, l’esperienza multisensoriale dedicata all’arte di Modigliani che ricrea l’ambiente parigino di inizio Novecento.

A Milano l’estate ha il profumo di Montmartre. Dopo il successo della Klimt Experience di un anno fa, ecco approdare al Museo delle Culture, la Modigliani Art Experience, l’installazione multimediale che inaugura l’offerta estiva del MUDEC e che rimarrà aperta al pubblico fino al 4 novembre.

Immagini, melodie, suggestioni capaci di ricostruire il fervore culturale della Parigi dei primi del Novecento. Un viaggio multisensoriale che trasporta l’osservatore all’interno del mondo di Amedeo Modigliani. Trasferitosi giovanissimo nella capitale francese, allora cuore pulsante delle avanguardie artistiche, Modì ne è ben presto diventato uno dei protagonisti indiscussi, sulle orme di Henri de Toulouse-Lautrec e successivamente di Cézanne. Un artista testardo e indipendente, dallo stile unico, contemporaneo al movimento cubista al quale non volle però mai appartenere. Nasce inizialmente come scultore ma è poi costretto a dedicarsi alla pittura, a causa delle polveri generate dalla pietra calcarea e dal legno che peggioravano lo stato della sua tubercolosi. Chi posava per Modigliani diceva che farsi ritrarre da lui era come farsi spogliare l’anima. Dipinti rapidi, terminati in un paio di sedute, mai ritoccati al loro termine. Le linee antiche e piatte, gli inconfondibili occhi a mandorla, i nasi distorti e i caratteristici colli allungati.

Modigliani Art Experience è questo e molto altro ancora. È una narrazione che ricostruisce tanti piccoli tasselli della tortuosa storia dell’artista maledetto. L’atmosfera richiama quella dei quartieri di Montmartre e Montparnasse dei primi del Novecento. In mostra ci sono le muse ispiratrici del genio creativo, le sue amanti, le correnti che l’hanno influenzato. La sala introduttiva ospita alcuni tesori di arte primitiva africana accanto ad alcuni ritratti di Modì, per permettere di osservare da vicino l’influenza del primitivismo e della scultura africana, egizia e cicladica sulle sue opere. L’obiettivo è quello di raccontare come le forme artistiche, antiche o moderne che siano, possano sfiorarsi e influenzarsi reciprocamente.

“Apolide e cosmopolita”, l’artista senza radici aspirava al mondo delle idee pure, senza luogo e senza tempo. A questo concetto è dedicata la Sala degli Specchi, nella quale alcune delle opere più importanti di Modigliani vengono proposte in giochi di infinite scomposizioni e rifrazioni, per arrivare a un’esperienza immersiva e totalizzante. La mostra invita l’osservatore ad attivare tutti i sensi, lo cattura in un flusso di immagini che occupano tutto lo spazio circostante. Accanto alle numerose opere dell’artista, raccolte per l’occasione in un unico eccezionale spazio espositivo, si possono ammirare anche fotografie d’epoca sulla sua vita, sui luoghi che frequentava, sui pittori che ha incontrato lungo il suo cammino, sulla moda parigina, sulla vita bohémien. Il tutto viene sapientemente accompagnato dalle note musicali che si legano al periodo francese di Modì, in particolare la musica lirica e quella dei caffè letterari.

Varcare le soglie del MUDEC, quest’estate, significa passeggiare tra le vie di Montmartre in mezzo aglii artisti più famosi del Novecento.

Cecilia Trezza