Tully

Solo una babysitter davvero speciale per aiutare la madre intepretata da Charlize Theron.

Tully è prima di tutto un film sulla maternità. Charlize Theron interpreta Marlo, una madre esausta che fatica a reggere tutto il carico di lavoro cui è sottoposta e che mostra i primi segni di chi si sta lasciando andare. Reclusa in casa, ha lo sguardo vacuo ed assente è vestito da una canottiera e un paio di pantofole.

I soliti cliché dell’essere madri, l’amore, l’impegno, la dedizione, la fatica estrema, la mancanza di tempo, e le lunghe notti senza sonno, tra un pianto e una poppata, sono stati sovvertiti dalla sceneggiatrice Diablo Cody e dal regista Jason Reitman, già rodati dai successi di Juno e Young Adult, anche grazie al taglio più autoriale del film.

In ciascuno dei tre film il regista sottolinea come la figura femminile sia soggetta ad aspettative alte e stereotipi di genere e li mette in discussione. Diablo Cody non parla di situazioni al limite, di estremo disagio, di ignoranza o povertà, dipinge situazioni quotidiane e comuni, tipiche della classe media, che le protagoniste si ritrovano cucite addosso loro malgrado e a cui reagiscono con originalità più che con scelte rivoluzionarie o radicali.

Marlo è una madre tre figli, di cui uno appena nato e due con età inferiore ai dieci anni. Il marito, pur presente, non comprende la fatica e lo stress cui è quotidianamente sottoposta la moglie, che ogni sera, completamente attonita, lo osserva giocare alla PlayStation™.

Arrivata al limite, Marlo accetta l’aiuto, che le manca dal marito, di una figura esterna, di un’estranea, Tully, una giovane e stravagante babysitter che porta nella sua vita una ventata d’aria fresca e la farà tornare a “vivere”. Ovviamente su chi sia Tully e come faccia a migliorare la situazione familiare di Marlo, è poi tutto da scoprire al cinema, ricordandoci che non siamo più negli anni in cui Mary Poppins risolveva i problemi delle famiglie con una canzone. 

Per entrare nella parte, Charlize Theron ha dovuto ingrassare di 20 chilogrammi, ed è riuscita con il solo corpo a trasmettere allo spettatore tutta la sua prostrazione fisica e la fatica che la inchiodano in un letto o su una sedia. La gioia della maternità e l’inviolabilità del ruolo di madre vengono così stigmatizzate dal film già al primo sguardo. 

Si sentiva il bisogno nel cinema americano di guardare con onestà e franchezza cosa implichi essere madre, piuttosto che la voglia di intrattenere lo spettatore con enfatizzazioni, tentando di strappare sorrisi o lacrime. La sceneggiatrice Diablo Cody, che si è data questo nome d’arte in onore della canzone El Diablo della band Arcadia, un brano pop-rock che parla della perdita dell’innocenza e della vita nel peccato, era la migliore candidata per scrivere e raccontare questa storia di una ritrovata autonomia e consolidamento di una nuova identità femminile.

Michele Leombruni

SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Tully

Regia: Jason Reitman

Genere: commedia

Durata: 94’

Data di uscita: giugno 2018

Nazione: USA

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