Una serata pericolosa di una donna a New York

Intervista ad Ana Asensio

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Ana Asensio, regista e attrice protagonista di Most Beatiful Island. Il film, già vincitore del Premio della Giuria all’SXSW Film Festival di Austin, Texas, continua a riscuotere un ampio successo nel circuito del cinema indipendente.

Ispirandosi ad una esperienza da lei realmente vissuta, Ania Asensio ci racconta le vicissitudini di Luciana, un’ immigrata spagnola a New York che, tra mille difficoltà, cerca con ogni espediente di sopravvivere.

Ad un certo punto le viene offerta l’occasione di guadagnare molti soldi in una sola sera, semplicemente partecipando a una festa. In un crescendo di tensione, la situazione si farà difficile ed imprevedibile.

Al suo esordio dietro la macchina da presa, Ana Asensio riesce a mostrare le difficoltà di chi emigra nella Grande Mela e, in particolare, quelle di una giovane donna, in un thriller psicologico che scorre senza intoppi.

L’inizio di Most Beatiful Island mostra alcune donne che camminano tra la folla a New York. Sembra stiano cercando una direzione.

Quali sono state le inizialmente le sfide più dure che hai dovuto affrontare cominciando a vivere nella Grande Mela?

Direi che la lingua, se non la parli, o non la parli bene, è probabilmente la maggiore difficoltà all’inizio. Ma non appena passa il tempo, la cosa più difficile è non avere la tua famiglia o i tuoi amici lì vicino a te. Questo per me è stata la parte più difficile da affrontare nell’adattarmi alla vita di New York.

Il tuo personaggio è forte e deciso, ma finisce per essere impotente.

Pensi che contare solo sulle proprie risorse, nella società occidentale, sia più facile per gli uomini? Quali sono state le principali differenze nella tua esperienza?

Penso che la nostra società ancora segua un modello sessista e tenda spesso a vedere le donne come oggetti. È ciò che mostro nel mio film ed è qualcosa che io personalmente ho vissuto. La nostra società occidentale capitalista usa donne attraenti per vendere qualunque cosa, anche pollo fritto, come vediamo nel film. L’ho visto innumerevoli volte, ma ho raramente visto uomini fare questo genere di lavori. Questi lavori non sono progettati per gli uomini.

Sono stato colpito dalla tua performance. Il tuo corpo comunicava la tua fatica, era in tensione, diceva da sé che il tuo personaggio stata sopravvivendo con difficoltà.

A tale riguardo, vieni mostrata mentre mangi un solo tipo di cibo: dolci. Che cosa puoi dirci di questa scelta?

Grazie mille. La città di New York ha un ritmo veloce e gli orari per i pasti non sono definiti come quelli che abbiamo in Europa. La gente non si ferma spesso a mangiare durante il giorno e non è strano vedere persone che mangiano mentre camminano, prendono la metropolitana o addirittura in ascensore!

Questo fatto risulta ancora più drastico su coloro che hanno tre lavori e corrono da un posto all’altro, senza tempo per sedersi e mangiare un pasto adeguato.

Nel caso di Lucian, lei si assicura di prendere dello zucchero per non svenire. Questo è qualcosa che ricordo facevo e ho visto fare lo stesso da tante altre ragazze.

New York in quanto città dove si può realizzare il sogno americano è come una sorta di protagonista invisibile, per me. Che cosa rappresenta per te la Grande Mela e cosa pensi riguardo il desiderio di rischiare tutto pur di raggiungere il proprio obiettivo?

Io avevo una visione romantica di New York, quella dei film che guardavo crescendo. Ero davvero emozionata della tale miscela culturale ed etnica che coesiste in così poco spazio.

Personalmente non avevo stabilito un obiettivo la prima volta che venni a New York, tranne imparare e fare esperienza di cose nuove. Tuttavia, a questo riguardo, nel corso degli anni in cui ci ho vissuto, ho visto persone provare duramente a raggiungere i propri sogni lì. Alcuni hanno gettato la spugna e sono tornati alle loro case, altri stanno ancora, dopo molti anni di sforzi, cercando di raggiungere lo stesso sogno, altri ancora hanno rinunciato a quei sogni, ma hanno trovato altro che li trattiene lì e, infine, si possono contare su una mano quelli che hanno avuto successo e conquistato i loro sogni.

È la società più competitiva che conosca e richiede di lavorare molto duramente.

Ma ogni persona pone i propri limiti ad un livello differente. Personalmente credo che rischiare la propria salute (fisica o mentale) per il successo non sia meritevole.

Grazie per il tempo che ci hai gentilmente concesso. Ti faccio i migliori auguri.

Grazie mille a te!

Michele Leombruni

 

SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Most Beatiful Island

Regia: Ania Asensio

Genere: Thriller

Durata: 87’

Data di uscita: agosto 2018

Nazione: USA