“Vedrai che vita, vedrai”

Quando la vita è più forte della morte. 

Secondo un’ipotesi sociologica della teoria dei “sei gradi di separazione”, ogni individuo è collegato ad un altro da una rete di conoscenze che non comprende più di cinque intermediari. Ognuno di noi sarebbe collegato ad uno sconosciuto da non più di cinque anelli di una catena. 

“Il giardino di Mattia”, Bibliotheka edizioni, di Daniela Ippoliti sfrutta questa teoria per mostrarci come nessuno di noi sia solo e come l’aiuto di cui necessitiamo in un momento di bisogno possa giungere da direzioni inaspettate.

Il romanzo parla della storia di Mattia, un diciannovenne come tanti ricco di tutta la vita e l’affetto che un ragazzo può avere. Mattia trascorre una vita normale tra famiglia e amici, fin quando un incidente spezza per sempre questa normalità trasformandola in tragedia.

Una piazza diventa il luogo della sua morte. Uno scooter il fatale mezzo che lo porta via dalla vita e dai suoi affetti.

Ma la vita non si ferma, è potente e viaggia alla velocità della speranza. Quella speranza che è forza di tutti coloro che subiscono una perdita. Così, forti più di prima, gli amici di Mattia creano un giardino attrezzato in quella piazza che rappresenta tanto dolore.

Quel dolore che diventa albero, fiore, uno spazio dove superare insieme la nostalgia e recuperare quell’allegria dimenticata.

Un giardino che non sarà solo un punto di ritrovo per i giovani, ma anche un posto dove far incontrare delle storie che si intrecceranno per dare il via a percorsi nuovi.

Racconti di persone che giungono per caso o si radunano di proposito, ricordi e memorie o una ricerca di risposte a delle domande. Vite interrotte, ferite, ammaccate, fragili. 

Come fragile è il nostro tempo che isola, addita, rovina. 

Come forte è la vita che unisce, accarezza, crea. 

Un quotidiano spezzato che raccoglie i pezzi e si ricompone in nuove ricorrenze.

La debolezza del singolo che si fa forza nell’unione del gruppo. 

Un romanzo che con delicatezza affronta la storia di una tragedia, mostrando come le esistenze di ognuno di noi siano legate a quelle di altre persone da una rete inimmaginabile. Sfogliare ogni pagina realizzando che un filo sottile e invisibile collega vite fino ad allora considerate lontane.

Eva Di Lorenzi

il giardino di mattia